Addio al fisico Gianpaolo Bellini, cacciatore dei neutrini

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Addio al fisico Gianpaolo Bellini , che ha dedicato la sua carriera scientifica allo studio delle particelle più sfuggenti e misteriose, i neutrini . Ha avuto anche il merito di avere progettato uno dei più celebri esperimenti per stuadiare quelle particelle fantasma, chiamato Borexino e ospitato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Bellini è morto il 12 agosto, informa l'Infn, nella sua casa a Foresto Sparso, in provincia di Bergamo, all'età di 91 anni. "Oggi perdiamo un grande scienziato, che ha dato un contributo fondamentale allo studio dei neutrini solari e alla comprensione delle reazioni che alimentano il Sole e le stelle ," osserva Antonio Zoccoli, presidente dell'Infn. "Per i suoi studi pionieristici, avrebbe sicuramente meritato che la sua carriera fosse coronata dal Premio Nobel ".

E' stato professore ordinario all'Università di Milano e scienziato emerito dell'Infn. "Con il suo lavoro - rileva l'ente di ricerca - ha lasciato un segno profondo nello studio dei neutrini e nello sviluppo dell' Infn , contribuendo in modo determinante a fare dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso uno dei principali centri mondiali della ricerca in fisica astroparticellare, grazie in particolare all'esperimento Borexino, che ha ideato, insieme ai fisici i Frank Calaprice e Raju Raghavan, e che ha guidato per oltre 20 anni".

Sotto la guida di Bellini l'esperimento ha ottenuto risultati storici , come la misura dei neutrini emessi dalle reazioni nucleari che avvengono nel Sole , alla prima osservazione diretta dei neutrini prodotti dalle reazioni di fusione che avvengono nelle stelle più massicce del Sole. Nel 2020, inoltre, Borexino è stato il primo esperimento a rivelare i geoneutrini , aprendo una finestra inedita sui processi di produzione di energia che avvengono nel centro della Terra.

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