All'orto botanico di Torino la distopia utopica di Aldo Salucci
(ANSA) - TORINO, 15 APR - La Mole Antonelliana, il Duomo di Firenze e piazza del Campidoglio sott'acqua, una villa siciliana invasa da dune di sabbia, le carpe Koi simbolo di forza e rinascita, il tutto immerso e avvolto da alberi, fiori, piante: è un universo "distopico ma utopico, perché in fondo voglio sempre lasciare la speranza", quello che Aldo Salucci racconta nella mostra monografica 'Riflessi d'acqua tra arte e natura', ideata e curata da Carla Testore e ospitata dal 18 aprile al 28 giugno all'orto botanico dell'Università di Torino.
Una ventina di opere, in dialogo continuo fra immagini e ambiente naturale, che partono da una delle serre con quattro immagini che Salucci dedica al tradizionale pesce giapponese, la nshikigoi. Si prosegue poi lungo i viali del giardino e nel suo boschetto che fanno da sfondo e interagiscono con le fotografie di luoghi celebri del patrimonio culturale italiano immersi nell'acqua, a raccontare un mondo distopico effetto dei cambiamenti climatici. Fra queste tre immagini inedite che omaggiano Torino.
"Ciò che mi ha convinto nel fare questa mostra - racconta l'artista - è stata la sfida dell'imprevedibilità della natura, che ho voluto farmi alleata perché mettesse ancora più in evidenza le opere". Una mostra "che tocca argomenti e temi che sono il cuore delle attività e degli scopi istituzionali dell'orto botanico e del dipartimento di Scienze della vita e Biologia", conclude la direttrice dell'orto Maria Consolata Siniscalco. (ANSA).
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