Luna, conto alla rovescia e ultimi preparativi per Artemis II

Al Kennedy Space Center il timer scandisce il conto alla rovescia per il lancio della missione Artemis II destinata a portare quattro astronauti nell'orbita lunare, mentre si intensificano i preparativi in attesa del 'go' al lancio del gigantesco razzo Sls (Space Launch System) sul quale è integrata la capsula Orion, previsto alle 18,24 ora locale del primo aprile (le 00,24 italiane del 2 aprile). Nel frattempo a Washington la Nasa pensa già al futuro dell'esplorazione lunare e, nell'accordo firmato oggi con l'Italia, i moduli abitativi Mph per la superficie lunare costruiti nel nostro Paese sono diventati parte integrante del programma Artemis per il ritorno alla Luna. Nell'accordo c'è anche l'intesa sulla presenza di un italiano fra gli astronauti che cammineranno sul suolo lunare.

Sulla missione Artemis II la Nasa sta puntando moltissimo, in una nuova corsa allo spazio che questa volta la vede in competizione con la Cina, ma le difficoltà tecniche incontrate finora non sono poche. Il 2026 si era aperto con l'annuncio del lancio di Artemis II previsto il 6 febbraio, ma i problemi segnalati ripetutamente dai test avevano costretto a rinviare il lancio di un mese, al 6 marzo. Mentre il lanciatore Sls era sulla rampa, nuovi test rilevavano una perdita di elio allo stadio superiore. Di conseguenza la Nasa spostava il razzo dalla piattaforma di lancio all'edificio di assemblaggio per risolvere i problemi. Negli stessi giorni la Nasa decideva di rinviare l'allunaggio al 2028 e di modificare il lanciatore, mentre la Cina individuava una rosa di siti per l'allunaggio dei suoi astronauti.

Il 20 marzo il razzo Sls è stato riportato sulla piattaforma 39B in vista del lancio del primo aprile. "Tutto sta procedendo secondo i programmi e il lancio è confermato per il primo aprile", ha detto Amit Kshatriya, amministratore associato della Nasa. Sono pronti anche i quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch (tutti e tre veterani della Nasa) e lo specialista di missione Jeremy Hansen dell'Agenzia spaziale canadese Csa. Ancora nella lunghissima quarantena nella quale sono entrati il 26 gennaio, gli astronauti stanno affrontando le ultime verifiche, i controlli medici che precedono il lancio, continuano a seguire il programma di sonno controllato e il piano nutrizionale per mantenere energia e idratazione in vista del lancio. Resta l'incognita sulle condizioni meteorologiche, che a Cape Canaveral possono subire mutamenti molto rapidi. I bollettini meteo diffusi regolarmente hanno dato finora condizioni favorevoli al lancio. Intanto la Nasa pensa al futuro: l'accordo firmato a Washington dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con delega politiche spaziali, e dall'amministratore capo della Nasa Jared Isaacman riguarda i futuri insediamenti lunari e in particolare i moduli pressurizzati Mph (Multi-Purpose Habitat) costruiti in Italia. A quattro anni dall'accordo bilaterale Asi-Nasa sui moduli abitativi per superficie lunare, con l'intesa di oggi la tecnologia italiana per le future basi sulla Luna diventa parte del programma Artemis.

Al momento l'arrivo dei primi moduli italiani sulla superficie lunare è previsto non prima del 2033. Quanto all'astronauta italiano che andrà sulla Luna, è davvero presto per una rosa di nomi, che dovrebbe comprendere gli italiani che fanno parte del corpo astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea. "Una lunga cooperazione spaziale, oggi ancor più profonda tra Nasa e Asi porterà a realizzare un campo base sulla Luna e un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare", ha scritto in un post su X il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente, presente alla firma degli accordi a Washington. .

Una lunga cooperazione spaziale, oggi ancor più profonda tra @Nasa e @ASI_spazio e porterà a realizzare un campo base sulla #Luna e un astronauta italiano a camminare sulla superficie lunare. Competenza e tecnologia italiana aprono tutte le porte dell’esplorazione dello spazio https://t.co/Uv3jgXmlfr

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