Attivato il sistema di allerta dell'osservatorio astronomico Rubin in Cile VIDEO
Il progetto vede anche il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, con una significativa partecipazione scientifica alle attività di ricerca e di analisi dei dati.
Gli alert sono segnali automatici generati ogni volta che viene rilevato un cambiamento nel cielo , come una nuova sorgente luminosa , una variazione di luminosità o lo spostamento di un oggetto , e vengono diffusi pubblicamente entro circa due minuti dall’osservazione . L'inizio della loro diffusione costituisce uno dei passaggi di avvio della Legacy Survey of Space and Time (Lsst), il grande p rogramma decennale che vedrà il Vera Rubin Observatory scandagliare ogni notte il cielo dell ’emisfero australe con la più grande fotocamera digitale mai costruita, da 3.200 megapixel . Nel primo anno di attività, l’osservatorio (finanziato dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti) produrrà immagini di un numero di oggetti superiore a quello raccolto complessivamente da tutti gli altri osservatori ottici nella storia dell’umanità.
Si apre così una stagione di straordinarie opportunità per la comunità scientifica internazionale. I ricercatori dell'Inaf sono coinvolti nelle collaborazioni scientifiche di Rubin Lsst, come nello studio dei fenomeni variabili e transienti . “Ciò che rende rivoluzionario Rubin è la sua capacità di catturare sia i cambiamenti rapidi sia l’evoluzione a lungo termine del cielo”, spiega Rosaria Bonito, ricercatrice e rappresentante dell'Inaf nel Board of Directors della Lsst Discovery Alliance. L'Inaf svolge un ruolo di primo piano nel progetto Rubin Lsst , con responsabilità di leadership nelle collaborazioni scientifiche internazionali . Inoltre è impegnato nel supporto alle fasi di messa in servizio della strumentazione , nella gestione e nell’analisi dell’enorme mole di dati prodotti, sviluppando soluzioni basate sul calcolo ad alte prestazioni e sull'apprendimento automatico. Attraverso questo impegno, l'Inaf assicura alla comunità scientifica italiana l'accesso ai dati, promuove la formazione di giovani ricercatori e contribuisce allo sviluppo di tecnologie avanzate.
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