Due eventi Fai per i pascoli recuperati nel Bellunese
(ANSA) - SETTEVILLE (BELLUNO), 25 AGO - Per celebrare il recupero dei pascoli di Monte Fontana Secca e Col de Spadaròt a Setteville (Belluno), bene donato nel 2015 da Bruno e Liliana Collavo, il Fondo per l'Ambiente Italiano propone due eventi volti a far conoscere l'attività pastorale, i pascoli e il loro contributo alla conservazione degli ecosistemi e alla vita delle comunità, promuovendo così l'educazione e il rispetto per la montagna.
Domenica 30 agosto l'appuntamento è con Davide Pasut, dottore forestale che collabora con il Fai nello studio degli aspetti naturalistici del bene. Dopo una passeggiata, della durata di circa tre ore, è previsto l'arrivo a Malga Fontana Secca dove, all'interno della Casa del Malgaro restaurata, valorizzata e riaperta nel 2025 come nuovo spazio narrativo, sarà possibile assistere alla proiezione del video racconto immersivo "Torneranno i pascoli. Una storia di vacche e malgari nel teatro della Grande Guerra", curato dal Fai e frutto di studi e ricerche svolte in collaborazione con l'Università di Padova.
Domenica 6 settembre, fulcro dell'incontro che si terrà a Malga Fontana Secca saranno le caratteristiche e la gestione della mandria, con un approfondimento sull'allevamento bovino, sulla monticazione e sulla produzione di formaggi, in compagnia di Danilo Gasparini, docente di Storia dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e del Cibo dell'Università di Padova, e con la presentazione dei formaggi prodotti dai malgari Mirta Lira e Renè Spada.
La malga - che nel 1917 fu anche teatro di una delle più celebri e drammatiche battaglie della Prima Guerra Mondiale - è stata recuperata nell'ambito dell'Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori, indetto dall'Onu per sensibilizzare sull'importanza degli ecosistemi che contribuiscono al mantenimento degli ambienti montani aperti, contrastano l'avanzata del bosco e favoriscono la presenza e la diversità di numerose specie vegetali e animali. Al tempo stesso, rappresentano un presidio importante per la gestione del territorio e sostengono l'economia locale, valorizzando un'attività che da secoli plasma e custodisce il paesaggio montano, che in molte aree interne dell'Italia soffre l'abbandono e lo spopolamento e che, in assenza di una gestione attiva, è più esposto agli effetti del cambiamento climatico e a fenomeni di dissesto idrogeologico. (ANSA).
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