Einstein Telescope, intesa fra Sassonia e Sardegna per 2 strutture gemelle

Firmata presso il ministero per l'Università e la Ricerca l' intesa tra lo Stato tedesco della Sassonia e la Regione Sardegna allo scopo di rafforzare la collaborazione sull' Einstein Telescope , il futuro osservatorio sulle onde gravitazionali che l'Italia si è candidata a ospitare in Sardegna , nell'ex miniera di Sos Enattos, e che la Sassonia si è candidata a ospitare in Lusazia nell'ottobre 2025. In precedenza anche i Paesi Bassi si erano candidati con l'area dell'Euregio Mosa‑Reno al confine fra Belgio, Germania e Paesi Bassi.

L'accordo è stato firmato dal primo ministro della Sassonia Michael Kretschmer e dalla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, alla presenza della ministra Anna Maria Bernini. Presenti alla cerimonia anche il Nobel Giorgio Parisi, il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Antonio Zoccoli e i fisici Marica Branchesi e Fernando Ferroni.

Al centro dell'intesa c'è la proposta di realizzare l'Einstein Telescope secondo una configurazione a doppia elle . Questa prevede la costruzione di due infrastrutture gemelle e interconnesse: una a Sos Enattos e l'altra nella Lusazia . Questo modello punta così a una cooperazione strutturata tra Italia e Germania , che è resa possibile da condizioni geologiche favorevoli in entrambi i territori e dalla complementarità delle rispettive competenze scientifiche e industriali . Questo, rileva il ministero, consentirebbe di rendere più sostenibile il progetto e di ridurne i rischi.

La firma dell'intesa, rileva il Mur, è il risultato di un lavoro di diplomazia scientifica avviato nei mesi scorsi, volto a trasformare una candidatura territoriale in una proposta europea strutturata, e sostenuto anche da un impegno finanziario pari a quasi un miliardo di euro messo in campo dal ministero a supporto della candidatura italiana, che "affianca alla dimensione scientifica e tecnologica una visione più ampia di sviluppo industriale e territoriale". La soluzione Sardegna-Sassonia consentirebbe infatti, prosegue il ministero, "alla Germania di investire anche nei Länder orientali, contribuendo a riequilibrare lo sviluppo interno, mentre per l'Italia rappresenta una scommessa strategica sul Mezzogiorno come hub scientifico europeo di primo piano".

L'accordo, infine, rafforza la posizione della candidatura della Sassonia all'interno del suo Paese. La Germania, infatti, non si è ancora pronunciata sulla scelta di candidare la Lusazia sassone, oppure il sito di Maastricht, sostenuto da Belgio, Paesi Bassi e dallo Stato federale tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia.

Bernini, accordo su Einstein Telescope per costruire un futuro scientifico comune

'accordo tra Sardegna e Sassonia per rafforzare la collaborazione sull'Einstein Telescope "dimostra come territori diversi per storia, geografia e tradizioni possano lavorare insieme per costruire un futuro scientifico comune, fondato su eccellenza, apertura e fiducia reciproca". Lo sottolinea il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

L'intesa "rafforza una visione e un'ambizione comuni: sviluppare una collaborazione solida e di lungo periodo nel campo delle onde gravitazionali, uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica globale - afferma il ministro in una nota - anche grazie al sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e grazie allo spirito di collaborazione istituzionale dimostrato dalla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha contribuito in modo determinante al rafforzamento del dialogo e del lavoro comune". "Einstein Telescope - conclude Bernini - è una grande infrastruttura di ricerca e rappresenta un investimento strategico nel futuro della scienza fondamentale, nelle tecnologie avanzate e nella capacità dell'Europa di restare competitiva e attrattiva in un contesto globale in rapido cambiamento".

Todde, cruciale l'accordo con la Sassonia sull'Einstein Telescope

La firma dell'accordo tra Sardegna e Sassonia sull'Einstein Telescope segna "un giorno cruciale dell'ambizioso percorso che abbiamo intrapreso con la candidatura del sito di Sos Enattos", commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde.

"Fin dal primo momento - spiega la presidente - non abbiamo inteso la candidatura della Sassonia come un ulteriore ostacolo sul nostro cammino. Al contrario, abbiamo colto la possibilità di unire le forze per arrivare insieme a un obiettivo che, peraltro, è auspicato anche dalla comunità scientifica. Lo stesso premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi (presidente del comitato tecnico-scientifico istituito dal Mur a sostegno della candidatura italiana) ha caldeggiato questa soluzione".

"La collaborazione con un'altra regione periferica europea come la Sassonia - continua Todde - rappresenta per noi un valore aggiunto. Arriviamo a questo traguardo attraverso un lavoro costruito nel tempo, insieme al Ministero dell'Università e della Ricerca, alla comunità scientifica, al Ministero degli Affari Esteri e all'ambasciatore Sequi. Un lavoro paziente, fatto di relazioni, dati, confronti continui, per i quali ringrazio tutti, a partire dalla ministra Anna Maria Bernini che ha sempre supportato il progetto nel quadro di una leale e proficua collaborazione istituzionale".

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