Elettronica avanzata e neuroni sono stati combinati insieme in un dispositivo smart , che può essere programmato per eseguire calcoli e riconoscere schemi. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Electronics, si deve a ricercatori dell'Università di Princeton, che inizialmente pensavano di poter aiutare a fare luce su alcuni problemi fondamentali delle neuroscienze. In un secondo momento, tuttavia, il gruppo si è reso conto che questo approccio apre anche una strada per aiutare a risolvere il principale collo di bottiglia delle tecnologie basate sull'I ntelligenza Artificiale : l'eccessivo consumo energetico.
"Il nostro cervello - afferma Tian-Ming Fu, autore dello studio insieme a Kumar Mritunjay e James Sturm - consuma solo una minuscola frazione, circa un milionesimo, dell'energia consumata dai sistemi di IA odierni per svolgere compiti simili". Per questo motivo, l'integrazione di cellule viventi all'interno delle tecnologie è stata un obiettivo di diverse ricerche recenti: ne è un esempio quella pubblicata sempre ad aprile su Nature Nanotechnology e guidata dalla Northwestern University, che ha messo a punto neuroni artificiali stampati come circuiti in grado di comunicare con quelli naturali.
Utilizzando tecniche avanzate, Fu e colleghi hanno realizzato una rete 3D composta da circuiti ed elettrodi metallici microscopici, rivestiti da un sottile strato di resina epossidica . Essendo così sottile, questo rivestimento possiede la giusta flessibilità per interagire con i neuroni che vi crescono intorno. La rete è infatti diventata un' impalcatura per coltivare decine di migliaia di neuroni.
I ricercatori hanno monitorato l'evoluzione del sistema per un periodo di oltre sei mesi, sperimentando diverse modalità per rafforzare o indebolire le connessioni tra i neuroni. Infine, hanno usato il dispositivo per addestrare un algoritmo in grado di riconoscere gli schemi degli impulsi elettrici prodotti dalle cellule.
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