Esa, lavoriamo per portare un europeo sulla superficie della Luna

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(ANSA) - NOORDWIJK AAN ZEE, 13 LUG - "Stiamo lavorando per poter avere un europeo sulla superficie lunare". Lo ha detto all'ANSA Sara Pastor, responsabile del gruppo dei progetti lunari dell'Agenzia spaziale europea, a margine dell'incontro con l'equipaggio della missione Artemis II che si è svolto al Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale (Estec) dell'Esa, nei Paesi Bassi. "La data esatta dipenderà dagli accordi tra l'Esa e i suoi Stati membri e la Nasa", ha sottolineato Pastor. "In questo momento, per arrivare con gli astronauti sulla superficie lunare, dobbiamo ovviamente procedere attraverso un accordo con la Nasa". La responsabile dell'Esa ha invitato intanto a valorizzare la "grandissima opportunità" rappresentata dalla partecipazione dell'astronauta dell'Esa Luca Parmitano ad Artemis III. La presenza dell'italiano nella capsula Orion durante la missione, ha osservato, "sarà fondamentale per preparare l'allunaggio".
"Teniamocela stretta", ha aggiunto.
Pastor ha quindi spiegato che il Modulo di servizio europeo Esm-3, destinato alla Artemis III, "è già al Kennedy Space Center" ed è impegnato nelle ultime fasi dei test integrati con Orion, in preparazione della missione prevista nel 2027. Diversa la fase di sviluppo di Argonaut, il lander cargo europeo destinato al trasporto di materiali sulla superficie lunare.
"Argonaut è al momento nella fase di progettazione preliminare", ha precisato Pastor, spiegando che l'hardware già disponibile riguarda gli elementi necessari per i primi test.
L'industria italiana avrà un ruolo rilevante in entrambi i programmi, con "un forte coinvolgimento della Thales Alenia Space per tutta la parte di struttura e di controllo termico del Service Module e anche per la parte che provvede a dare le taniche per l'acqua e anche l'aria che sono necessarie assolutamente per la sopravvivenza degli astronauti", ha raccontato. Sono sempre italiani "i pannelli solari che forniscono e distribuiscono anche l'elettricità a tutto il veicolo, fatti dalla Leonardo" e quindi c'è "un grosso coinvolgimento" dell'Italia. Su Argonaut poi "il coinvolgimento è fortissimo - ha spiegato -: il primo contractor, quello che gestisce tutta la missione è Thales Alenia Space con un grosso coinvolgimento anche di piccole ditte satellite intorno a Torino e anche da tutta l'Italia". (ANSA).

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