Falchi dell'imperatore a Jesi, sulla torre di Federico II torna un giovane Pellegrino
(ANSA) - JESI, 19 MAG - Una telecamera di ultima generazione veglia h24 sul campanile del complesso San Floriano, a Jesi (Ancona), nella piazza dove nacque il 26 dicembre 1194 Federico II di Svevia, lo "Stupor Mundi", autore del celebre trattato di falconeria "De arte venandi cum avibus". Ed è proprio quella cam a svelare, in questi giorni, un colpo di scena nella saga dei "falchi dell'imperatore": la coppia storica si è spezzata, ma la torre non è rimasta sola, ha un nuovo inquilino.
La storia era iniziata anni fa, quando Gianluca Tiroli, veterinario esperto di fauna selvatica e falconiere, notò la coppia gravitare sulla torre e allestì una piattaforma-nido.
Dopo cinque anni di attesa, Federico e Costanza - lei dal nome di Costanza d'Altavilla, madre dello Stupor Mundi - diedero alla luce il primo pullo. Poi Costanza scomparve e Federico trovò una nuova compagna ribattezzata Ginevra; insieme hanno cresciuto diversi piccoli, tutti con nomi della casata sveva, che da quella torre hanno preso il volo. Ora anche questo sodalizio si è spezzato, per cause che, ammette Tiroli, "non sapremo mai".
La stagione 2025 è iniziata in modo anomalo: a febbraio un solo esemplare adulto, schivo, mai accompagnato. Nel frattempo fuori città una coppia di pellegrini si corteggiava e preparava il nido; si pensò fossero Federico e Ginevra, e qualcuno ipotizzò un loro allontanamento dopo l'installazione della nuova webcam, montata in sostituzione di quella distrutta da un atto vandalico. La svolta è arrivata quando la cam ha ripreso sulla piattaforma-nido un adulto e un subadulto (piumaggio ancora incompleto) cui il primo cedeva spontaneamente la preda: comportamento tipico tra genitore e figlio. Conclusione di Tiroli: la coppia fuori città è estranea alla piazza. Alla torre è tornato un pullo dell'anno scorso, un figlio di Federico e Ginevra.
Un episodio che arricchisce la conoscenza scientifica: la crescente presenza di falchi pellegrini in ambiente urbano aumenta la competitività tra esemplari e favorisce un ricambio generazionale che potrebbe ampliare la popolazione della specie.
Il progetto, condotto da Tiroli con il documentarista Michel Giaccaglia in collaborazione con il Comune di Jesi e il Wwf, va avanti da sette anni. Le riprese della webcam sono visibili sul sito del Comune. "La natura ci stupisce sempre", conclude Tiroli. "Questo progetto non è un reality show, ma uno studio sulla biologia di un rapace che non più di sessant'anni fa ha rischiato l'estinzione" (ANSA).
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