Gli esopianeti ereditano la composizione dalle loro stelle
Gli esopianeti , cioè i corpi celesti che orbitano attorno a una stella fuori dal nostro Sistema Solare, ereditano la composizione delle rocce dal loro sole . Il rapporto tra gli elementi è stato misurato per la prima volta dal telescopio Gemini South in Cile (uno dei due telescopi gemelli che compongono l'Osservatorio Gemini) che ha esaminato il pianeta gigante WASP-189b, esopianeta noto come Giove ultra-caldo che si trova a quasi 320 anni luce di distanza, nella costellazione della Bilancia . Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è stato condotto da un team internazionale guidato da Jorge Antonio Sanchez, dell'Arizona State University, a cui ha partecipato anche l'Italia con Università di Torino e l'Istituto Nazionale di Astrofisica. I dati confermano quanto ad oggi era solo ipotizzato sulla formazione dei pianeti, consentendo di comprendere meglio come si formano e si evolvono gli esopianeti.
Visto che le elevate temperature di WASP-189b hanno vaporizzato gli elementi che formano le rocce, è stato possibile misurarne la composizione chimica grazie allo spettrografo a infrarossi a reticolo di diffrazione ad alta risoluzione ( IGRINS ) montato sul telescopio Gemini South. Lo strumento ha consentito di misurare simultaneamente il contenuto di magnesio e silicio dell'atmosfera dell'esopianeta svelando lo stesso rapporto della sua stella ospite.
"Questa scoperta, possibile solo grazie agli strumenti all'avanguardia di Gemini, ci aiuta a comprendere le caratteristiche e la varietà di esopianeti nel nostro vicinato solare”, - afferma Chris Davis, direttore del programma del NoirLab che ha gestito la ricerca finanziata in parte dalla National Science Foundation statunitense . Da oggi, misurando la composizione chimica di una stella , gli astrofisici possono dedurre l'abbondanza degli elementi che formano le rocce dei suoi esopianeti , determinando le condizioni geochimiche e se il pianeta abitabile .
Il livello di risoluzione spettrale necessario per questo tipo di studi è attualmente disponibile solo con telescopi terrestri. Per i ricercatori questa capacità è in continua evoluzione e apre una dimensione completamente nuova nello studio delle atmosfere degli esopianeti.
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