I diari di bordo ricostruiscono la storia della caccia alle balene nell'Artico
Grazie ai diari di bordo e ai registri delle antiche baleniere , sono state ricostruite le rotte di ben 709 spedizioni di caccia alle balene nell’ Artico , condotte per lo più da americani e britannici tra l a fine del 1700 e l'inizio del 1900 . Lo studio, che offre nuovi spunti per le iniziative di conservazione dei cetacei , è pubblicato dall'Università di Copenhagen sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze, Pnas.
Dal confronto tra le posizioni giornaliere delle imbarcazioni riportate nei documenti storici e le ricostruzioni dell 'estensione del ghiaccio marino nel periodo preso in esame, emerge che i movimenti delle baleniere e il successo della loro caccia erano limitati dalla copertura di ghiaccio marino . Le zone di maggiore attività erano inizialmente concentrate in aree di facile accesso con relativamente poco ghiaccio . Nel tempo, la caccia si è estesa nell'oceano Artico: nel giro di un secolo, le baleniere hanno raggiunto praticamente tutti gli habitat delle balene della Groenlandia (Balaena mysticetus), eccetto quelli più remoti. I ricercatori hanno identificato le aree rifugio, individuando habitat particolarmente favorevoli perché protetti dalle condizioni del ghiaccio marino , considerate troppo pericolose per la navigazione .
Lo studio suggerisce che le barriere di ghiaccio marino storiche abbiano impedito il collasso totale della popolazione di balene della Groenlandia. Le popolazioni attuali di questi cetacei si stanno riprendendo rapidamente nelle regioni con ampi habitat rifugio preesistenti , il che suggerisce che la caccia alle balene fatta in passato continua ancora oggi a influenzare il loro recupero.
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