Controllare la luce a una velocità incredibile e mai raggiunta finora : è quanto riesce a fare un innovativo interruttore fotonico che potrebbe aprire le porte all’arrivo dei primi transistor ottici , cuore dei futuri computer fotonici . Descritto sulla rivista Nature Photonics, l'interruttore è stato sviluppato grazie alla ricerca guidata dall’italiano Marcello Ferrera, della Heriot-Watt University in Scozia, con Maria Antonietta Vincenti, Domenico de Ceglia, e Michael Scalora, dell’Università di Brescia, Carlo Rizza, dell’Università dell’Aquila, e ricercatori dell’Università Purdue negli Stati Uniti.
"La luce ha una proprietà nascosta chiamata polarizzazione, cioè la direzione in cui le onde oscillano. Non la vediamo, ma è fondamentale per comunicazioni, imaging e sensori, e per distinguere molecole chirali, che troviamo in moltissimi farmaci e marcatori biologici” , ha detto Ferrera. “Nel nostro lavoro mostriamo che possiamo modellare questa proprietà in modo arbitrario usando la luce stessa . Un fascio luminoso - ha proseguito - diventa uno scalpello che fa oscillare le onde come vogliamo , trasformando la luce in una chiave su misura per esplorare molecole e materiali ”.
Controllato da un fascio di impulsi laser rapidissimi, il dispositivo permette di modificare le proprietà della luce fino a 100mila volte più rapidamente di quanto era possibile fare finora. Questa era una delle maggiori sfide nel settore della fotonica, in particolare per realizzare sistemi di comunicazione sempre più rapidi e per i futuri transistor ottici, la versione ‘di luce’ dei tradizionali transistor elettronici. Per Vincenti “questo dispositivo, capace di modulare la luce a velocità incredibilmente elevate, fino a centomila volte superiori rispetto a componenti elettro-ottici attuali, rappresenta un progresso di straordinaria importanza”.
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