Microrobot e tracciamento contro l'inquinamento da plastica

Da microrobot che si muovono nell'acqua in sciami a nuove tecniche per il tracciamento delle particelle nell'ambiente e nel cibo , l'inquinamento dovuto alla plastica è oggi una delle sfide più complesse a livello globale. A fare il punto sulle possibili strategie per contrastarlo è il convegno organizzato dall'Accademia Nazionale dei Lincei , che ha riunito ricercatori, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo. L'evento è dedicato, in particolare, al pericolo rappresentato da micro e nanoplastiche, che si trovano ormai ovunque sulla Terra e che, secondo gli esperti riuniti, necessita di politiche coordinate, investimenti nella ricerca e un dialogo costante tra scienza e industria .

Diversi interventi hanno evidenziato il pericolo rappresentato non solo dal materiale in sé, ma anche dall 'ampia gamma di additivi che vi vengono aggiunti per migliorarne le prestazioni, come stabilizzanti, antiossidanti e ritardanti di fiamma, che sono poi rilasciati nell'ambiente quando la plastica si degrada . Particolare attenzione è stata dedicata alle aree remote come Artico e Antartide , dove questi materiali diventano 'isole' su cui si sviluppano intere comunità di microrganismi. In questo caso, le microplastiche possono così trasformarsi anche in vettori che favoriscono la diffusione di batteri e di geni resistenti agli antibiotici .

Dagli interventi è emersa, poi, la necessità di definizioni condivise e sistemi di monitoraggio e tracciabilità standardizzati . In questa direzione si è mosso, ad esempio, il progetto europeo PlasticTrace terminato lo scorso anno e coordinato dall'Istituto Nazionale per la Ricerca Metrologica ( Inrim ), che ha sviluppato nuovi metodi per identificare e quantificare le particelle di plastica presenti nell'ambiente, nell'acqua potabile e nel cibo.

Il convegno, infine, ha permesso di tracciare il quadro delle tante strategie di mitigazione innovative attualmente in via di sviluppo . Tra queste, anche microrobot controllati magneticamente e progettati per catturare microplastiche e batteri in ambienti acquatici, che sono stati messi a punto da ricercatori dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Una volta in acqua, i microrobot si autoassemblano in sciami rotanti e rimuovono i contaminanti, mentre un successivo trattamento con luce Uv sanifica l'acqua.

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