Napoli, Roma e Torino tra i luoghi migliori per piantare nuove foreste

I luoghi migliori per piantare nuove foreste in Italia sono soprattutto aree urbane e i ntensamente antropizzate : in particolare, le città di Napoli, Roma e Torino , insieme all'area di Milano e Brianza e a quella tra Venezia, Padova e Treviso . Lo indica lo studio italiano guidato dall'Università di Milano e pubblicato sulla rivista Restoration Ecology, al quale hanno collaborato anche lo studio Stefano Boeri Architetti di Milano, l'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sesto Fiorentino, il Politecnico di Milano e l'Università di Sassari.

La ricerca ha individuato le aree prioritarie in cui il rimboschimento può produrre i maggiori benefici, ed evidenzia la necessità di una pianificazione del verde orientata a rendere le città più sostenibili. "Pianificare su basi scientifiche è essenziale per evitare interventi inefficaci e massimizzare i benefici ambientali e sociali, soprattutto in un contesto di risorse limitate e di crescente pressione sugli ecosistemi", afferma Chiara Gibertini, prima autrice dello studio. "I benefici considerati non sono immediati - aggiunge Giorgio Vacchiano, coautore della ricerca - ma richiedono il tempo necessario alla crescita e alla maturazione delle nuove foreste . Nelle città questo significa un tempo di almeno 20 anni, per questo è necessario iniziare subito".

In Italia, il Pnrr prevede la messa a dimora di 4,5 milioni di nuovi alberi entro il 2026 . Per capire dove è meglio effettuare questi interventi, i ricercatori hanno elaborato mappe di priorità basate su quattro obiettiv i: salvaguardare la biodiversità, tutelare la salute umana , mitigare il cambiamento climatic o e regolare il ciclo dell’ acqua .

I risultati mostrano che queste priorità raramente coincidono : ad esempio, per la biodiversità le zone migliori sono pianure agricole e contesti urbani , mentre per il clima il potenziale è più alto nelle regioni montane . Tuttavia, la sovrapposizione delle mappe ha portato a identificare soprattutto i grandi centri urbani come quelli che trarrebbero più benefici da nuove aree verdi.

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