Per Halloween immagini cosmiche da brivido
Per provare qualche brivido ad Halloween non bisogna necessariamente visitare cimiteri abbandonati o vecchie case diroccate: basta alzare gli occhi, o meglio i telescopi, al cielo. Il cosmo, infatti, pullula di affascinanti oggetti astronomici che talvolta possono assumere un aspetto alquanto sinistro. E' il caso del Sole 'travestito' da zucca di Halloween , in un'immagine ormai celebre ripresa qualche anno fa dal Solar Dynamics Observatory della Nasa. Le regioni attive della stella appaiono più luminose perché sono aree che emettono più luce ed energia, e insieme disegnano un volto con due occhi, un naso e un ampio sorriso che va da un orecchio all'altro.
Particolarmente inquietante è la mano spettrale che sembra delinearsi nella nebulosa MSH 15-52 , a circa 16.000 anni luce dalla Terra. Al suo centro si trova una pulsar chiamata PSR B1509-58, il relitto (incredibilmente denso e in rapida rotazione) di una stella massiccia esplosa come supernova. La mano si abbina perfettamente con l' asteroide a forma di teschio denominato 2015 TB145 . Il suo ritratto, generato utilizzando dati radar raccolti dall'Osservatorio di Arecibo a Porto Rico, ha aiutato gli astronomi a scoprire che che l'asteroide compie una rotazione completa ogni 2,94 ore circa e che riflette solo il 5-6% della luce solare che riceve.
Sembra invece uscita da un libro di fiabe la Nebulosa Testa di Strega , nella costellazione di Orione. Nell'inquietante immagine catturata dal telescopio spaziale Wise della Nasa, sembra proprio di vedere il profilo verdastro di una strega che ride fragorosamente nello spazio. Un'immagine che lascia a bocca aperta, come quella dell' occhio sbarrato disegnato dal sistema stellare di Fomalhaut , situato a circa 25 anni luce dalla Terra. L'anello luminoso è in realtà un'enorme fascia di detriti ghiacciati e polverosi che circonda la stella; quest'ultima è stata deliberatamente oscurata nell'immagine del telescopio spaziale Hubble per rendere visibile il materiale, molto più tenue, che la circonda.
Giusto in tempo per Halloween, i telescopi spaziali Hubble e James Webb hanno immortalato una spettrale testa di gatto cosmica : si tratta di una regione di formazione stellare posta all'interno della Nebulosa della Carena, un’enorme nube di gas e polvere situata a circa 7.500 anni luce dalla Terra. I due telescopi offrono visioni complementari, nella luce visibile e in quella infrarossa, svelando numerose stelle e altri dettagli altrimenti nascosti.
La struttura immortalata stupisce per la sua somiglianza con un gatto seduto, visto di spalle. La testa dell'animale è rivolta verso destra, dove spicca un occhio luminoso . Sebbene la testa di gatto sia una formazione temporanea , destinata a dissolversi man mano che le stelle nascono ed evolvono, offre molte informazioni sul complesso processo di formazione stellare. La sua sagoma è stata probabilmente scolpita dall'intensa radiazione ultravioletta e dai venti stellari generati dalle stelle massicce presenti nella nebulosa, mentre il materiale più denso che forma il corpo del felino sembra resistere all'erosione.
L'immagine ripresa nel visibile dal telescopio Hubble, di Nasa e Agenzia spaziale europea (Esa), mostra un pilastro di polvere opaco e di colore bruno scuro. L'occhio rosso e luminoso del gatto potrebbe corrispondere a una stella giovane, ancora parzialmente immersa nella polvere. Il bordo sfumato di colore giallo lungo il lato destro è coerente con la presenza di gas illuminato e ionizzato dalla radiazione ultravioletta proveniente da stelle massicce vicine.
Le immagini ottenute dal telescopio Webb (delle agenzie spaziali di Europa, Usa e Canada) fornisce informazioni complementari a quella di Hubble. La visione nel vicino infrarosso rivela una fitta distesa di stelle blu e gialle. Grazie all'elevata risoluzione, il telescopio permette di individuare persino galassie distanti sullo sfondo. Nel medio infrarosso, l'emissione proveniente dalle polveri calde e dalle molecole a base di carbonio delinea strutture intricate all'interno della nebulosa. A destra della colonna si nota una sorgente luminosa di colore giallo, probabilmente una stella neonata ancora immersa nelle polveri.
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