Tumore al seno, individuato il meccanismo che lo rende invasivo
Il tumore al seno può passare da uno stato iniziale contenuto a uno più invasivo, e ora è stato individuato il meccanismo che permette questa transizione: il concetto è stato preso in prestito dalla fisica statistica e mostra che la chiave sta nel superamento di una soglia critica nel numero di cellule cancerose più mobili. È quanto afferma lo studio internazionale guidato da Ifom, l'Istituto Airc di Oncologia Molecolare di Milano, e dall'Università di Milano, che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. I risultati, ottenuti con la partecipazione anche di Università di Palermo e società Cogentech di Milano, non permettono ancora di sviluppare nuovi test diagnostici o terapie, ma aprono nuove prospettive per capire se il passaggio alla fase invasiva possa essere intercettato.
Nelle fasi iniziali, il tumore al seno è spesso confinato all'interno dei dotti mammari e le sue cellule sono rigide , addensate e immobili . La sfida è capire se questa forma, che rappresenta oggi oltre il 20% delle diagnosi di tumore al seno in Italia, progredirà verso una più invasiva . Per rispondere a questa domanda, i ricercatori coordinati da Giorgio Scita di Ifom e Università di Milano e da Fabio Giavazzi dell'Ateneo milanese hanno realizzato un sistema sperimentale in laboratorio formato da cellule con proprietà meccaniche differenti, e ne hanno poi osservato il comportamento nel corso di ore o giorni.
"Immaginate una piazza che si riempie lentamente", dice Scita. "Finché le persone sono poche, ognuna può muoversi per conto proprio senza influenzare le altre. Superata una certa densità , basta un movimento per innescare una specie di reazione a catena. È lo stesso principio che abbiamo osservato nelle cellule tumorali: finché le cellule mobili sono poche e isolate, il tessuto rimane compatto e inerte. Quando superano però una soglia critica - continua Scita - si connettono tra loro e il movimento si propaga all 'intero tessuto , trascinando con sé anche le cellule che prima stavano ferme".
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