Un improbabile sistema di pianeti attorno a una stella fallita
Il sistema planetario più improbabile mai visto è formato da una stella fallita, ossia un corpo celeste molto grande a metà fra un pianeta e una stella chiamato ‘ nana bruna ’, attorno al quale ruotano un pianeta roccioso un po’ più grande della Terra (superTerra) e un gigante gassoso simile a Giove. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, sfida le attuali teorie sulla formazione dei pianeti ed è il frutto di una ricerca internazionale coordinata da Matías I. Jones, dello European Southern Observatory e condotta con un importante contributo italiano.
Tra i primi autori dell’articolo ci sono infatti Luca Naponiello, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, con i colleghi Aldo Bonomo e Alessandro Sozzetti. Hanno collaborato anche le Università di Milano e di Roma Tor Vergata.
Il sistema planetario è stato individuato grazie ai dati del telescopio spaziale Tess della Nasa ed è stato subito chiaro che è una vera sfida alle attuali teorie sulla formazione dei pianeti. A stupire gli astronomi è il fatto che questa stella mancata, chiamata Toi-201 c , ha permesso che si formasse un sistema planetario all’interno della sua orbita. E' uno scenario nuovo e inaspettato , dicono i ricercatori, perchè con la sua orbita molto ellittica e la sua grande massa , la nana bruna dovrebbe causare una forte perturbazione gravitazionale , rendendo instabili i pianeti .
E’ invece proprio la nana bruna a tenere in equilibrio l’intero sistema , con i due pianeti perfettamente allineati e sul suo stesso piano. La superTerra ( Toi-201 d ) ha un’orbita molto ellittica e il gigante simile a Giove ( Toi-201 b ), su un’orbita intermedia. “La presenza della nana bruna su un’orbita così ellittica – osserva Naponiello - ha costretto i pianeti a formarsi e sopravvivere occupando esclusivamente i confini più interni e caldi del disco primordiale”. Per Bonomo la scoperta “sfida i modelli teorici” e “ aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione di come nascano i pianeti, anche in compagnia di oggetti massicci in orbite esterne, perfino molto eccentriche”.
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