Un nuovo materiale per estrarre il litio dalle batterie esauste
Estrarre il litio dalle batterie esauste senza usare reagenti, ma un nuovo materiale , può ridurre l' impatto ambientale fino al 90% : è possibile grazie alla tecnica frutto della ricerca internazionale guidata da Elza Bontempi, dell’Università di Brescia, in collaborazione con l’Università di Porto, e pubblicata sulla rivista Battery Energy.
La transizione globale verso la mobilità elettrica ha fatto esplodere la domanda di litio , con una proiezione di crescita fino a 12 volte entro il 2035 , tuttavia, i processi di estrazione tradizionale e gli attuali metodi di riciclo hanno spesso costi ambientali molto alti a causa dell'uso di acidi e trattamenti termici prolungati. Una possibile risposta arriva dal nuovo metodo, molto più sostenibile: “il cuore dell'innovazione risiede in una nuova tecnica per la produzione dei cosiddetti Layered Double Hydroxide (Ldh) a base di litio, che abbiamo brevettato”, dicono Alberto Mannu e Francesca Bianchi, dell’Università di Brescia e tra gli autori dello studio.
Si tratta di un materiale ‘adsorbente ’, una sorta di spugna, molto promettente nell’ estrazione diretta del litio dalle salamoie , ossia la fonte più usata oggi per estrarre litio in natura, che i ricercatori hanno ora ottenuto senza utilizzare alcun reagente, se non acqua. A differenza di altri adsorbenti, il litio catturato dagli Ldh può poi essere poi estratto e impiegato per realizzare nuove batterie .
In questo nuovo processo il primo passo consiste in un trattamento termico di appena 5 minuti, usando microonde, che permette di ‘destabilizzare’ e rompere alcuni l egami chimici presenti nella black mass così da facilitare il rilascio di litio e alluminio . Successivamente, il materiale viene sottoposto a un lavaggio con sola acqua, portando alla formazione spontanea d i cristalli di Ldh senza l’aggiunta di alcun reagente. Nel complesso si riduce l'impronta di carbonio e di energia tra il 60% e il 90% rispetto ai metodi di sintesi convenzionali degli LDH. "In un contesto di crescente domanda globale di litio per batterie e sistemi di accumulo energetico – ha aggiunto Antonella Cornelio, altra autrice dello studio – questa ricerca rappresenta un esempio concreto di come i rifiuti possano essere trasformati in risorse, con benefici sia ambientali sia economici".
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