Una biobanca di organoidi per scovare i punti deboli dei tumori

Lettura 1 min.

Sta prendendo forma una biobanca di organoidi che aiuterà a individuare i punti deboli dei tumori : questi modelli 3D rispecchiano in maniera abbastanza fedele la biologia del tumore , offrendo ai ricercatori uno strumento fondamentale per accelerare la scoperta e lo sviluppo di terapie , anche personalizzate. Un vasto studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature mostra che il progetto, chiamato Human Cancer Model Initiative , è arrivato a includere 522 organoidi relativi a un'ampia gamma di forme di tumore, compresi anche 153 modelli di tumori rari e 71 ottenuti da pazienti di origine non europea .
Lo studio, al quale ha partecipato anche l'Università di Verona, è guidato da Wellcome Sanger Institute britannico, Cold Spring Harbor Laboratory Cancer Center, Columbia University di Irving, Università della California a Los Angeles, Broad Institute e National Cancer Institute statunitense.

A partire dal 2017 , anno di avvio del progetto, i ricercatori hanno analizzato i campioni di tumore donati da migliaia di pazienti , riuscendo così a ottenere in laboratorio organoidi 3D di una vasta gamma di forme di cancro, come quello del pancreas , della mammella , del polmone e del colon-retto. Il lavoro ha permesso anche di colmare una lacuna significativa nella salute femminile , poiché sono stati sviluppati diversi organoidi di tumore dell'endometrio e dell'ovaio , inclusi alcuni tipi rari e quindi sottorappresentati.

La ricerca ha permesso, inoltre, di ottenere una mappa dei geni da cui i tumori dipendono per sopravvivere . In questo modo, i ricercatori sono riusciti a individuare dei collegamenti tra queste informazioni genetiche e alcune caratteristiche specifiche dei tumori . I dati ottenuti dimostrano che gli organoidi rispecchiano fedelmente le caratteristiche genetiche dei tumori originali, confermando la loro validità come modello affidabile per la ricerca scientifica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA