Virologo, perchè è necessaria la sorveglianza attiva dell'hantavirus (2)

(ANSA) - ROMA, 09 MAG - La sorveglianza attiva assume un valore ancora più critico in Italia, Paese in cui l'incidenza dell'hantavirus Andes è storicamente zero. "La nostra popolazione è completamente naive dal punto di vista immunologico: nessuna esposizione pregressa, nessuna immunità acquisita. In assenza di qualsiasi barriera immunitaria di comunità, anche un numero limitato di casi importati - ha osservato l'esperto - può innescare catene di trasmissione difficili da contenere. Bloccare la replicazione virale nei primissimi cicli significa impedire al virus di accumulare mutazioni adattive e di aumentare la propria efficienza di trasmissione su un ospite per il quale non è ancora ottimizzato". Attuare la sorveglianza, conclude Broccolo, significa perciò impedire al virus di replicarsi in altri individui con nuove mutazioni, evolvendosi in modo da aumentare la capacità di trasmettersi e adattandosi in questo modo al nuovo ospite. (ANSA).

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