Abbonamenti, vendita libera al via: tifosi dell’Atalanta accampati da mercoledì
L’ATTESA. Dalle 10 di sabato 18 luglio l’ultima fase: 1300 tessere disponibili. Attesa nella notte allo stadio, c’è chi si è dato il cambio per giorni.
Lettura 1 min.Mentre il Mondiale si avvicina al suo momento clou, per i tifosi nerazzurri gli occhi sono già puntati sulla prossima stagione. Con la chiusura, giovedì 16 luglio, della seconda fase della campagna abbonamenti 2026/27 sono stati assegnati quasi 14.000 titoli, oltre il 90% di quelli disponibili, tra le prelazioni per la conferma del posto e la priorità di chi ha scelto di cambiare posto o settore.
Notte in tenda fuori dallo stadio
Adesso è il momento della vendita libera, aperta sabato 18 luglio alle 10, che mette «in palio» gli ultimi 1300 abbonamenti circa. Per accaparrarseli, il grosso dei tifosi ha iniziato ad appostarsi davanti alla New Balance Arena, sulle gradinate della curva nord, già nella giornata di ieri. Una prima grande festa per gli atalantini che, attrezzati di tutto punto, si apprestavano ieri in serata ad affrontare la notte all’aperto. Tante sedie, qualche tenda, viveri abbondanti, birre manco a dirlo e candele di citronella contro le zanzare: l’attrezzatura di chi non è al suo primo giro di giostra. E infatti in molti confermano: «Per noi è una tradizione, nel nostro gruppo siamo quasi tutti già abbonati, ma siamo qua a fare compagnia agli amici, a sostenerci a vicenda».
C’è chi si è dato il cambio
Anche tra chi ha dovuto aspettare la vendita libera, la maggior parte non è qui per abbonarsi per la prima volta. Chi ha dovuto sospendere per il lavoro, chi per altri motivi, spesso continuando a seguire la squadra in giro per l’Europa, comprando volta per volta i biglietti. È il caso di un gruppo di Bonate Sotto e Sopra, in pole position fin da mercoledì. «Siamo in otto – raccontano Alessandro e Andrea, i due prescelti per l’ultimo turno notturno –, ci siamo dati il cambio in base al lavoro e domani mattina saremo pronti, poi a Clusone per il ritiro».
Una prima «trasferta», la chiama qualcuno, che mostra una grande fiducia nelle possibilità della Dea: «Perché se non ce l’hai, puoi stare a casa».
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