Conference League, l’Atalanta di Sarri alla prova Ajax: «Serve continuità»

IL MATCH EUROPEO. I nerazzurri affrontano l’Ajax giovedì 22 ottobre: «Finale anticipata? Poco credibile».

Lettura 2 min.

Del doppio confronto in Champions League di sei anni fa sono rimasti in quattro. L’infortunato Blind e il capitano Klaassen per l’Ajax, il portiere di riserva Sportiello e Pasalic per l’Atalanta. Ma il ritrovo del 22 ottobre alla Johan Cruijff Arena sei autunni – era il 6 dicembre 2020 – dopo il gol vittoria di Muriel, nella seconda giornata della League Phase di Conference League, ha un sapore diverso per le contendenti. Gli olandesi padroni di casa hanno 6 partite in più nelle gambe, di cui 6 nelle qualificazioni, con sole due sconfitte, col Psv in Eredivisie e l’Hajduk nel primo turno. I bergamaschi, col Milan, sono arrivati alla quarta battuta d’arresto dopo Juventus, Roma e Cagliari pareggiando una volta in 10 incontri, nei playoff con l’Hapoel Tel Aviv.

Un andamento altalenante da cui cercare un pronto riscatto bissando la vittoria di giovedì scorso a Bergamo col Pafos. «Il problema è la continuità all’interno della partita e tra una partita e l’altra, anche se ultimamente abbiamo 30-40 minuti buonissimi. Ma li alterniamo a momenti con grandi limiti», la premessa dell’allenatore Maurizio Sarri. Privo di Hien, Kessie, Kolasinac, Kossounou, Pompei, Raspadori, Scalvini e Sulemana, il tecnico nerazzurro ha in lista i giovani Sonzogni, Isoa alla prima convocazione, Idele che ha esordito 7 giorni fa, Levak e Bonanomi. Dietro, probabile panchina per il 2006 Obric visto col Milan per quasi l’intero incontro: «L’esperienza non porta centimetri in mezzo alla difesa, ma Zappacosta è un’opzione, è un grande esterno che comunque ha i movimenti giusti», prosegue Sarri. «Ma chi fa l’Europa e manda i giocatori nelle Nazionali è più o meno nella stessa situazione».

Il tecnico atalantino non fissa obiettivi: «Non so se sia una finale anticipata. Se ne parlassi adesso alla squadra, sarei poco credibile – obietta –. Prima bisogna entrare negli ottavi o nei playoff, che si eviterebbero con 13-14 punti. Il nome Ajax evoca un passato importante, blasone e successi. Dobbiamo uscire bene da questo ciclo di 6 partite. Noi in Conference League vogliamo fare parecchio bene».

Attesi 1.300 tifosi alla Johan Crujiff Arena

«Secondo me negli ultimi 35 minuti col Milan abbiamo espresso un grande calcio. Ripartiamo da lì». ha commentato invece Raoul Bellanova, in conferenza stampa. L’esterno dell’Atalanta resta convinto delle potenzialità della sua squadra: «In estate anch’io ero spaventato per il cambio di modulo, nessuno ha la bacchetta magica per diventare la migliore squadra del campionato, giocando a memoria a quattro in difesa anziché a tre. Io mi sto trovando meglio, tutti stiamo dando il cento per cento per adattarci». Il laterale non si candida a un posto da titolare fuori posizione: «Io sto bene nel mio ruolo, il centrale lo lascio fare a Zappacosta. Anche se a un’eventuale chiamata risponderei presente», sorride Bellanova. Che ha idee chiare sugli obiettivi: «Sappiamo quanto valiamo e dove possiamo arrivare. La Conference League è una competizione lunga, può succedere di tutto. Bisogna giocare al meglio possibile portando in campo quello a cui abbiamo lavorato dopo la sconfitta di San Siro, possibilmente vincendo». Infine, un ringraziamento ai 1300 tifosi atalantini attesi alla Johan Crujiff Arena: «Ci sono sempre accanto. La scorsa Champions League col Bayern agli ottavi ci seguirono in trasferta applaudendoci come se avessimo vinto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA