Oberti non ci sta, dura replica a Battistini: «Le accuse? Sono solo per motivi politici»
CALCIO DILETTANTI. Botta e risposta. Dopo le osservazioni di Valentina Battistini, la presidente del Comitato Regionale, che ha azzerato i vertici della Delegazione di Bergamo, è arrivata la risposta di Flavio Oberti, l’ormai ex delegato.
Lettura 2 min.Dieci giorni dopo la brusca conclusione del suo mandato, parla Flavio Oberti. Lo fa con un lungo comunicato inviato a «L’Eco di Bergamo» - di cui qui diamo un estratto: si veda l’edizione online per il testo integrale - in cui risponde punto per punto alle osservazioni mosse da Valentina Battistini, la presidente del Comitato Regionale.
«Le dichiarazioni rilasciate dalla presidente su vari organi di stampa – scrive l’ex delegato provinciale – impongono una risposta chiara e puntuale, nel rispetto della verità, delle società bergamasche e di tutte le persone che hanno dedicato tempo, competenze e passione alla nostra delegazione. Non posso infatti tacere di fronte ad affermazioni che gettano discredito su chi ha sempre operato con serietà e spirito di servizio». Il primo riferimento va alle «irregolarità amministrative reiterate negli anni passati» citate dalla presidente nelle sue dichiarazioni: «Affermazioni che producono effetti devastanti sull’opinione pubblica, portata a immaginare comportamenti illeciti o gestioni poco trasparenti. Durante la mia gestione il budget operativo della Delegazione era pari a zero, anche perché tutte le delegazioni lombarde furono invitate dalla presidente ad affrontare un anno di “lacrime e sangue” a causa dell’importante disavanzo economico ereditato dalla precedente gestione. E dunque quali somme sarebbero state gestite irregolarmente, se non c’era nemmeno la disponibilità economica per sostenere le normali attività?».
In verità, le contestazioni mosse a livello economico vertono sui tornei organizzati dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport (i classici Preda, Ciatto, Cassera e via elencando): «La Unvs – precisa Oberti – è un soggetto esterno alla Delegazione che da sempre allestisce competizioni autorizzate dalla Lnd, ma caratterizzate, purtroppo, da una gestione disciplinare delle sanzioni economiche parallela a quella della Delegazione e a me sconosciuta: consuetudine reiterata da tempo, come del resto dice giustamente la presidente, con importi incassati direttamente dall’Unvs. È quindi scorretto lasciare intendere che vi siano state irregolarità economiche riconducibili alla Delegazione».
Quei tornei, evidenzia Oberti, esistono da oltre cinquant’anni e rappresentano una tradizione consolidata del calcio bergamasco; come è una consuetudine che alcuni componenti della Unvs facciano parte della Delegazione, accettati da tutti i vari presidenti e delegati che si sono avvicendati negli ultimi decenni. «Ora la presidente parla di introdurre in Delegazione “profili professionalizzati”: quindi le persone che fino a oggi hanno garantito il suo funzionamento devono essere considerate improvvisamente incapaci?
Mi chiedo allora perché sono state tutte confermate anche per la nuova stagione sportiva: forse perché servono fino al termine di iscrizioni e tesseramenti? E io sono stato nominato soltanto per diventare il capro espiatorio di una situazione reiterata da tempo?».
Va detto che Battistini ha riconosciuto pubblicamente l’onestà personale di Oberti, dicendosi però delusa da Bergamo con riferimento a fusioni che hanno poi generato strascichi: «Ringrazio la presidente per le parole che mi ha riservato; però voglio ricordare che fusioni e altre operazioni sono gestite dal Crl e successivamente validate dalla Lega Dilettanti: coinvolgere la Delegazione significa indicare il soggetto sbagliato».
Parole insomma intrise di amarezza: «Avevamo creato un gruppo di lavoro coeso, competente e motivato, e il rapporto con le società era improntato al dialogo e alla fiducia. Le criticità potevano essere affrontate e risolte insieme, ne saremmo usciti migliori: invece è stata fatta una scelta di pancia che non trova spiegazione nelle motivazioni amministrative addotte». Si fa largo la convinzione che le ragioni siano essenzialmente politiche: «E quando la politica prevale sul merito s’indebolisce un’intera istituzione e si mortifica il lavoro di chi per anni l’ha servita».
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