Romele e la sua Vuelta da incorniciare: «Oltre le attese, ma sapevo di stare bene»

CICLISMO. Il bilancio del velocista: due secondi posti e otto volte fra i primi 10 dell’ordine d’arrivo. «A Granada per il gran finale c’era la mia famiglia, ho dato il massimo. Mas vincitore meritevole».

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Tra gli spettatori al traguardo, a Granada dove domenica si è conclusa la Vuelta España, ad attendere Alessandro Romele c’erano pure i genitori Raul e Silvana e la sorella Elisa, che con il ciclismo ha pure lei uno stretto rapporto essendo nutrizionista che collabora con la squadra professional Mbh Bank Csb Telecom Fort. Lunedì 14 settembre la famigliola si è ritagliata qualche ora in visita alla città e già martedì 15 saranno di ritorno a Lovere.

Romele: «Ho dato tutto»

Alessandro riprende le valutazioni sull’ultima tappa, e non solo, già manifestate subito dopo l’arrivo, che lo ha visto al secondo posto. «Sapevo ovviamente della presenza dei miei familiari, per cui avevo dato il massimo per ottenere un risultato». Mancato per un nulla: «È vero, ma non intendo togliere i meriti a nessuno, nel caso a Tobias Johannessen. Io sono consapevole di avere dato tutto, forse di più, e questo mi consente di avere, come diciamo noi, il cuore in pace».

Il racconto della Vuelta

La verità nient’altro che la verità, la mettiamo sul ridere ovviamente. Si aspettava una Vuelta da protagonista? «Già a Monaco, alla partenza, avevo la sensazione di essere nella condizione giusta per assolvere al meglio l’impegno che il direttore sportivo Mario Manzoni mi aveva assegnato, essere cioè uomo squadra e puntare agli sprint. Certo che esprimermi a questi livelli non me lo sarei aspettato». Come è riuscito a consolidare il suo rendimento? «Con il lavoro, mi sono impegnato non molto, ma moltissimo. In questo devo un grazie a un secondo bergamasco, dopo Manzoni: a Maurizio Mazzoleni, responsabile dei preparatori dell’Astana, l’ho seguito alla lettera e questo è stato il risultato».

«Non mi aspettavo questi risultati»

L’Astana nel frattempo l’ha riconfermato per altri due anni, nel 2027 e 2028: «Sinceramente non è stata una sorpresa in quanto io avevo già firmato prima della Vuelta. Mi segue ormai da quattro anni, mi trovo bene, perché cambiare?». L’argomento si sposta di nuovo sulla Vuelta e Romele rafforza, a sorpresa, i meriti del vincitore, lo spagnolo Enric Mas: «Tadej Pogacar è stato sfortunato, questo nessuno lo può negare, ma se fosse stato in corsa avrebbe trovato un avversario ostico. A mio avviso non era tanto scontata la vittoria, quanto meno avrebbe avuto nello spagnolo un ulteriore ostacolo in quanto ha dimostrato di poter competere. Diciamo che con il ritiro di Tadej è venuto meno parte dello spettacolo». La Vuelta di Alessandro Romele? «Ripeto, molto di più di quanto mi aspettassi. Ho faticato in salita, ed era scontato, ma ne è valsa la pena. Otto top ten tra cui due secondi posti - uno superato da Van Aert -, è stata un risultato notevole, mi ha incoraggiato a continuare. Ritengo che il terzo posto nella classifica a punti, sebbene lontano da Van Aert che ha collezionato 326 punti contro i 273 di Brennan e i miei 216, sia un risultato gratificante. Non me l’aspettavo» .

L’attende il finale di stagione... «Qualcosa ho dato, qualcosa penso di riuscire a fare negli impegni che nell’immediato mi attendono; prima comunque mi concedo una quindicina di giorni di relativo riposo, senza insomma abbandonare la bicicletta. Alla ripresa mi attendono Agostoni, Bernocchi, Tre Valli Varesine, Gran Piemonte». Il Lombardia? «Non rientra nel mio programma, lo seguirò in televisione...».

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