Tanta gioia e commozione alla festa dell’Ifd Bergamo

RUGBY. Il vicesindaco Gandi: «Orgoglio della città, anche per il valore morale». Rota ricorda i compianti Filippo ed Eric: «Promessa onorata, siete in A con noi».

Lettura 1 min.

«La stagione più bella merita una festa speciale», recitava l’invito pubblicato sui social per concludere nel migliore dei modi il 75° anno di vita del Rugby Bergamo 1950. In pochissimi avevano già vissuto da protagonisti l’unica giornata simile a questa. Per tanti, la celebrazione della promozione in Serie A a 36 anni di distanza è sembrata un miraggio. Negli occhi e nel cuore di tutti, dai bambini del minirugby ai genitori di atleti e allenatori dell’Italian Floor Design Rugby Bergamo 1950, è il premio meritato. Non poteva esserci scenario più adatto dello Sghirlanzoni, teatro di tante vittorie in questa stagione del gruppo allenato da Roberto Schipani: dagli spogliatoi al centro del campo, il capitano Davide Orlandi ha percorso un corridoio tinto di giallo, rosso e nero insieme ai compagni reduci dall’affermazione sul Brixia nella finale dei playoff.

A nome dell’amministrazione comunale, oltre all’assessora allo Sport Marcella Messina, le parole pronunciate sul palco dal vicesindaco Sergio Gandi: «Siete un grande orgoglio della città e di tutto il territorio. Vi siamo grati perché avete portato in alto la storia di Bergamo in un contesto come quello del rugby, fondamentale per il valore sociale che porta con sé. Questo è uno sport di coesione, solidarietà, amicizia e professionalità: il Rugby Bergamo lo ha dimostrato, aggiungendoci grande intensità umana».

Dopo la consegna delle medaglie a ciascun giocatore, accompagnatore, dirigente, membro di staff tecnico e medico, le frasi più toccanti sono state pronunciate da Simone Rota, di ruolo seconda linea, veterano del gruppo: «Siamo sicuri che Filippo Giganti (ex giocatore del Rugby Bergamo, morto a 20 anni nel 2023 dopo una lunga malattia, ndr) ci stia guardando da lassù. Avevamo fatto una promessa a lui e ai genitori di Eric (scomparso nell’ottobre 2025 a causa di una forma incurabile di tumore cerebrale, giocava nell’Under 8, ndr): avremmo portato anche loro in Serie A. Ce l’abbiamo fatta».

Donati: «Una grande famiglia»

Prima di dare inizio ai tornei dei bambini del minirugby che hanno caratterizzato il resto del pomeriggio allo Sghirlanzoni, inevitabile un ricordo del presidente Giulio Donati: «Il traguardo che è stato raggiunto e che dobbiamo continuare a perseguire è il coinvolgimento di una famiglia allargata. Una famiglia che continua a crescere e che crede nella progettualità. Il risultato della prima squadra è sotto gli occhi di tutti, ma mi preme sottolineare il confronto che abbiamo coi genitori dei ragazzi delle giovanili: ringraziano sempre la società per portare i loro figli in un luogo dove si impara a rispettare le regole. La bontà del lavoro dei volontari e dei tecnici lo si è misurato in ogni categoria: l’avventura in B è stata anche di piccole delusioni, superate con unità e dalla fiducia reciproca del gruppo». E allora via ai festeggiamenti, tra una coda agli stand di cucina e bar predisposti per l’occasione e un lancio di gavettoni per rinfrescarsi dal caldo pomeriggio di via Pizzo della Presolana: il Rugby Bergamo si è regalato un sogno, e non ha intenzione di risvegliarsi in fretta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA