Alghe: prateria nel Sebino in secca, chiudono due imbarcaderi

GRANDE SICCITA’. Già raccolte oltre 1.100 tonnellate di macrofite, il doppio di tutta l’estate 2025. A budget ulteriori 150mila euro. Rinaldi: «Stiamo facendo tutto il possibile». Niente traghetti a Clusane e Marone, a rischio l’imbarcadero di Sarnico.

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Sarnico

Praterie di vegetazione acquatica che affiorano, imbarcaderi che chiudono – dopo Clusane, ora anche Marone, e Sarnico potrebbe essere il prossimo: è sotto la lente di Navigazione – perché i battelli non riescono più ad attraccare, spiagge che si allargano ma che, soprattutto nel basso lago, si riempiono delle alghe che si accumulano sulla superficie dell’acqua e, marcendo, sprigionano odori per nulla gradevoli, con tanto di lamentele da parte degli operatori turistici.

Quest’estate tra il caldo e la carenza di risorse idriche, che ha portato a un’inesorabile abbassamento del livello del Sebino – in meno di due mesi ha perso quasi un metro e trenta centimetri –, e a una proliferazione di macrofite senza precedenti, il lago non se la passa proprio benissimo. Ed è lì da vedere.

Turisti comprensivi, ma lamentele dagli operatori e per le barche nei porti

Per lo meno, confermano dalla Pro loco e dall’Infopoint di Sarnico, «feedback negativi non ne abbiamo: i turisti ci sono e capiscono che, visto il meteo, si può fare un gran poco». A lamentarsi sono per lo più i privati che fanno fatica a uscire in barca dai porti, perché le eliche dei motoscafi si bloccano tra la vegetazione ancorata sul fondale e quella che galleggia a pelo d’acqua.

«Dal lunedì al venerdì, e a volte anche il sabato, tutti gli operatori di Mpl sono all’opera con tre battelli spazzini, due truxor e il camion che poi porta a smaltimento le alghe»

E i gestori dei campeggi e delle strutture ricettive di Clusane d’Iseo, dove storicamente (e per una questione di correnti, venti e conformazione del lago) si accumulano la maggior parte delle macrofite.

Rinaldi, Autorità di bacino: «Facciamo tutto il possibile»

«Stiamo facendo tutto il possibile per cercare di tamponare la situazione», tiene subito a precisare Alessio Rinaldi, presidente di Autorità di bacino, che con la società Manutenzione e promozione laghi (Mpl), suo «braccio operativo», è incaricata dalle Province di raccogliere alghe e legname flottante, oltre che di sfalciare ciclicamente le distese di piante acquatiche in determinate aree.

«A fine luglio avevamo già superato le 1.100 tonnellate raccolte e, se la situazione va avanti di questo passo, chiuderemo l’estate a quota 1.600»

«Dal lunedì al venerdì, e a volte anche il sabato, tutti gli operatori di Mpl sono all’opera con tre battelli spazzini, due truxor e il camion che poi porta a smaltimento le alghe – spiega –. A fine luglio avevamo già superato le 1.100 tonnellate raccolte e, se la situazione va avanti di questo passo, chiuderemo l’estate a quota 1.600». Impietoso il paragone con le estati precedenti, quando tra giugno e settembre ne venivano raccolte tra le 500 e le 600 tonnellate.

Stanziati ulteriori fondi

«Non si tratta più solo di una questione economica. Abbiamo trovato le Province disponibili a incrementare il budget a disposizione, portandolo da 450mila a 600mila euro (sul triennio un terzo li mette Via Tasso, un terzo il Broletto e un terzo Regione tramite Autorità di bacino, ndr). Ma siamo di fronte a un problema strutturale: il lago è grande e dobbiamo garantire la fruibilità di tutti i porti, quindi non possiamo concentrarci solo sul Basso Sebino».

C’è anche l’alga africana

Micheli: «È chiaro che in primis c’è bisogno di raccogliere le alghe, ma per il futuro bisogna capire come affrontarle e potrebbero servire nuovi studi»

Solo che tra acqua bassa e alte temperature, le alghe continuano a crescere e i battelli spazzini faticano a star dietro alle praterie galleggianti. «Per altro oltre alla Vallisneria si sta diffondendo anche una nuova specie africana più aggressiva – aggiunge Francesco Micheli, consigliere provinciale delegato ad Accordi di programma, laghi e infrastrutture –. La situazione emergenziale di quest’anno ha necessitato ulteriori risorse, ma la partita si giocherà entro fine anno con il rinnovo della convenzione triennale tra le Province e Autorità di bacino: cercheremo di stanziare ulteriori risorse con il nuovo bilancio di previsione. È chiaro che in primis c’è bisogno di raccogliere le alghe, ma per il futuro bisogna capire come affrontarle e potrebbero servire nuovi studi».

Niente eradicazione, solo sfalci: ma poi ricresce

Sulla stessa linea anche Rinaldi: «Dovremo metterci a pensare a quali possano essere le soluzioni da mettere in campo per il futuro, a fronte del cambiamento climatico in atto», conclude Rinaldi. Anche perché la Vallisneria Spiralis, essendo autoctona, non può essere eradicata. Si può sfalciare, ma è come tagliare l’erba del prato di casa: «Poi ricresce – sottolinea Marco Terzi, amministratore unico di Mpl –. Avremmo dovuto effettuare gli sfalci a Spinone a luglio, ma la mole di lavoro sul Sebino tiene impegnati operatori e mezzi».

Per la prossima stagione, per altro, Autorità di bacino avrà a disposizione anche ulteriori risorse grazie a un bando regionale: 355mila euro per il Sebino e altrettanti per l’Endine. Una parte verrà destinata allo sfalcio delle macrofite. L’altra ai canneti e alla tutela dell’ittiofauna.

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