Floating, il lago dopo Christo è da record: 400mila turisti in più rispetto a 10 anni fa
SEBINO. Prima dell’installazione le presenze annue erano 722mila: nel 2025 lievitate del 57,3%. Boom a Parzanica, Solto Collina, Tavernola e Costa Volpino. Venchiarutti: «Per il salto definitivo serve la ciclabile circumlacuale».
Lettura 1 min.
Un territorio glamour e internazionale, raffinato senza snaturarsi: il turismo del lago di Iseo dieci anni fa iniziava a correre, proprio quando smetteva di camminare sui pontili galleggianti che Christo aveva immaginato, disegnato e realizzato tra Sulzano e Monte Isola. Era il 3 luglio 2016, l’ultimo di sedici irripetibili giorni, quando quel tessuto color arancione, declinato nella versione dalia cangiante, veniva riavvolto per essere custodito nelle riviste di arte contemporanea o nelle scatole dei ricordi di chi se ne era portato un frammento a casa.
«Successo clamoroso»
Il successo di quella installazione fu talmente clamoroso che le difficoltà logistiche e organizzative sorte in seguito al massiccio afflusso di visitatori – oltre un milione in poco più di due settimane – tra i borghi lacustri vennero archiviate come male necessario per il godimento di un’opera il cui richiamo sorprese sia residenti che amministratori locali: «In effetti fu così – conferma Riccardo Venchiarutti, presidente dell’associazione di promozione turistica Visit Lake Iseo e sindaco, oggi come dieci anni fa, di Iseo –; sapevo dell’interesse che le installazioni di Christo avevano suscitato nel mondo, ma non avrei mai pensato che “Floating piers” avrebbe raggiunto 1,4 milioni di visitatori. Il grande merito della “passerella arancione” fu quella di, come dicevano gli americani, “put Iseo on the map” cioè fare conoscere il nostro lago anche a chi non ne aveva mai sentito parlare. In questo senso il risultato è stato pienamente conseguito: la reputazione del nostro lago ha fatto un balzo enorme. Gli articoli di tutti i principali giornali del mondo, ricordo molto bene il New York Times, ci hanno fare il salto di qualità. Da allora siamo tutti più consapevoli di quanto possa essere attrattivo il nostro lago, ma soprattutto siamo più uniti, ragioniamo con una sola testa ed agiamo di conseguenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA