Muore a dieci anni dopo una vita piena: «Christopher continuerà a fare del bene»
IL LUTTO. Aveva una grave patologia fin dalla nascita, è mancato venerdì a Credaro. I genitori hanno detto sì alla donazione degli organi. Il cordoglio dello Sci club e della sindaca. Martedì i funerali ad Adro.
Lettura 3 min.Un casco da moto appoggiato sulla piccola bara bianca. È una delle immagini che accompagneranno l’ultimo saluto a Christopher Salvotti, 10 anni di Credaro, scomparso venerdì dopo alcune complicazioni sopraggiunte a seguito di un delicato intervento chirurgico al cuore. Fin dalla nascita conviveva con una grave malformazione cardiaca congenita e con una rara condizione genetica che aveva segnato il suo percorso di crescita. Una vita accompagnata dall’amore instancabile di mamma Elda e papà James, che non hanno mai permesso alla malattia di definire il destino del loro bambino. Lo stesso amore che, dopo la sua morte, si è trasformato in un ultimo gesto di straordinaria generosità con la donazione degli organi.
Nella camera ardente allestita alla Casa del commiato San Rocco di Sarnico, quel casco racconta una delle passioni più grandi di Christopher: grazie a una speciale imbracatura, papà James, originario di Barghe, in Valsabbia, lo portava spesso con sé in motocicletta. Accanto a lui mamma Elda, di origine albanese. Insieme hanno affrontato anni di visite, ricoveri e controlli specialistici, scegliendo però sempre di mettere al centro la vita e non la malattia. «Abbiamo sempre cercato di vedere le possibilità che aveva, non i limiti – racconta il padre –. Abbiamo cercato di fargli fare esperienze, di portarlo in viaggio, di permettergli di stare con gli altri bambini e vivere una vita il più possibile piena».
Christopher frequentava l’istituto paritario Madonna della Neve di Adro, dove aveva trovato insegnanti, educatori e assistenti che la famiglia ricorda con profonda gratitudine. Pur non comunicando attraverso la parola, riusciva a esprimersi con gli sguardi, i gesti e il sorriso, costruendo relazioni sincere con i compagni e gli adulti.
Tra le sue passioni c’erano i puzzle, il disegno, i numeri e la musica. Amava fare calcoli, ascoltare canzoni e sedersi al pianoforte, che suonava con entusiasmo. Piccole grandi passioni che raccontano il carattere curioso e sensibile di un bambino desideroso di scoprire il mondo. E la sua determinazione emerge anche da un episodio che il padre ricorda con particolare emozione: durante una giornata sulla neve con il gruppo di volontari dello Sci club «Fabrizio Pedrocchi» di Sarnico, che da anni accompagna ragazzi con disabilità e bisogni speciali sulle piste da sci, Christopher avrebbe dovuto fermarsi dopo circa un’ora di attività, invece volle continuare e rimase sugli sci per oltre tre ore. Sciava autonomamente, accompagnato dai maestri, senza particolari supporti. «Non è mai caduto una volta e si è divertito tantissimo – racconta il papà –. Aveva stupito tutti». A ricordarlo è anche il presidente del gruppo, Fabrizio Facchinetti: «Era un bambino sempre col sorriso. Dolce sotto tutti i punti di vista. Uno di quelli che ti entrano nel cuore. Quando abbiamo saputo della sua scomparsa siamo rimasti profondamente colpiti. Anche mamma Elda e papà James ci hanno sempre colpito per la forza e l’amore con cui hanno accompagnato Christopher in ogni momento. A loro va il nostro abbraccio più sincero».
Nei primi giorni di giugno Christopher era stato sottoposto a un delicato intervento cardiochirurgico all’ospedale San Donato di Milano. L’operazione sembrava essere riuscita, ma nei giorni successivi sono sopraggiunte gravi complicazioni che hanno portato al progressivo aggravamento delle sue condizioni. Fino alla morte. Di fronte a una tragedia così grande, mamma Elda e papà James hanno scelto di trasformare il dolore in un gesto di speranza. «Christopher era troppo piccolo per aver mai parlato di donazione – spiega il padre –. Ma era un bambino generoso e ne avevamo avuto tante volte la prova. Quando i medici ci hanno spiegato che avrebbe potuto aiutare altri bambini e soprattutto altre famiglie, abbiamo detto subito sì alla donazione». Una decisione maturata in pochi istanti, ma profondamente sentita: «Abbiamo pensato soprattutto alle famiglie. Se da un dolore così grande può nascere una speranza per altri genitori e per altri figli, allora Christopher continuerà a fare del bene anche adesso».
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione a Credaro. La sindaca Adriana Bellini ha espresso il cordoglio dell’intera comunità, ricordando come «il grande cuore» dei Salvotti abbia toccato il paese: «Non esistono parole capaci di colmare un vuoto così grande, ma esiste la gratitudine per aver avuto Christopher tra noi e per averci ricordato quanto siano preziosi l’amore, la cura, la dedizione e la speranza.Non possiamo che inchinarci davanti all’esempio di questa famiglia e stringerci a loro con affetto in questo momento di dolore».
L’ultimo saluto a Christopher sarà celebrato martedì alle 15 nella parrocchiale di Adro. Il corteo funebre partirà dalla Casa funeraria di Sarnico, dove lunedì alle 17 si terrà la veglia di preghiera. Sulla sua piccola bara bianca resterà quel casco da moto, che racconta una delle sue passioni più grandi e il desiderio dei genitori di regalargli una vita il più possibile piena e felice.
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