A Foppolo l’osservatorio AstrOrobie. Dove ancora si può vedere la Via Lattea
Il PROGETTO. Ingegnere aerospaziale di Milano: cielo buio, alta quota e aria limpida ne fanno un sito privilegiato. Telescopio in costruzione, il paese potrà diventare meta di astroturismo
Lettura 3 min.«AstrOrobie, dove la città finisce e inizia l’universo». E dove inizia l’universo da ammirare sarà Foppolo. Si chiama così il progetto (https://astrorobie.it) in corso di realizzazione nella stazione turistica dell’alta Val Brembana. Qui sta per nascere un osservatorio astronomico, «in uno scenario dove alta quota, cieli bui e aria limpida creano condizioni ideali. Un luogo scelto non per caso, ma perché ogni notte offre la possibilità di guardare un po’ più lontano».
Il progetto di un ingegnere aerospaziale
Ideatore ne è Gianmaria Veronese, 40 anni, ingegnere aerospaziale di Milano ma con origini di Foppolo e che a Foppolo sta per creare forse qualcosa di raro, almeno per l’Italia. Un osservatorio - punto di partenza per iniziative, incontri, didattica, ricerca - che mira a far diventare la stazione sciistica posta a oltre 1.600 metri di quota, tra le principali mete dell’astroturismo italiano. Così si chiama infatti il settore del turismo - diffuso oggi soprattutto in Trentino, Val d’Aosta ma anche Abruzzo e Sicilia, - dedicato all’osservazione del cielo e in forte espansione.
Inquinamento luminoso
E Foppolo è luogo ideale. «Perché qui l’inquinamento luminoso è ancora molto limitato - dice Veronese - perché ci sono l’altitudine e cieli limpidi. L’inquinamento luminoso è oggi uno dei principali ostacoli all’osservazione astronomica. Le luci artificiali diffuse dalle aree urbane schiariscono il cielo e cancellano le stelle più deboli. Per milioni di persone la Via Lattea è ormai invisibile. E in astrofotografia non si fotografano oggetti luminosi, ma segnali estremamente deboli che hanno viaggiato nello spazio per migliaia, o persino milioni, di anni. Ogni fotone raccolto contribuisce a rivelare dettagli invisibili all’occhio umano. Si immagini di dover ascoltare una persona che parla a bassa voce. In una stanza silenziosa si riuscirà a capire ogni parola. In mezzo al traffico, invece, quella voce si perderà nel rumore. Con il cielo succede esattamente la stessa cosa. La luce proveniente da nebulose e galassie è estremamente debole».
«Così AstrOrobie non è nato a Foppolo per caso. Prima ancora di progettare telescopi o osservatori, è iniziata la ricerca di un luogo capace di offrire le condizioni ideali per osservare il cielo. E Foppolo rappresenta un equilibrio sempre più raro - continua Veronese -. A circa due ore da Milano, conserva ancora un cielo sufficientemente buio da permettere l’osservazione della Via Lattea a occhio nudo e la fotografia degli oggetti più deboli dell’universo. Allo stesso tempo, la quota, il clima alpino e l’orizzonte aperto offrono condizioni favorevoli per gran parte dell’anno. Non è il luogo più remoto d’Europa, né quello con il cielo più buio. È un punto d’incontro tra accessibilità e qualità del cielo, un equilibrio che permette di trasformare una notte sotto le stelle in un’opportunità concreta di osservazione e ricerca. È proprio da questo equilibrio che nasce AstrOrobie».
Per avere un’idea dell’inquinamento luminoso in Italia si può utilizzare la scala di Bortle (www.lightpollutionmap.info), da 1 (cielo perfetto) a 9 (la peggiore, Milano, per esempio), dove Foppolo è 4 e, per avere un termine di paragone, Ganda di Aviatico (dove si trova un osservatorio), è 5.
«Il turismo legato al cielo - continua Veronese - è in forte aumento: ci sono località del Trentino e della Val d’Aosta che si stanno facendo certificare dall’Istituto di astrofisica delle Canarie. Un obiettivo anche nostro». A oggi AstrOrobie è alle fasi embrionali. «Grazie al supporto tecnico di aziende specializzate, si sta realizzando il telescopio . Su di esso sono state investite moltissime ore di progettazione, modifiche meccaniche, prove sul campo e progressiva ottimizzazione».
Manta, l’astrografo cuore del progetto
Il cuore tecnologico del progetto è Manta, un astrografo, cioè un telescopio progettato specificamente per fotografare il cielo, ideato e sviluppato dallo stesso Veronese con il supporto tecnico di aziende leader del settore. «È un sistema decisamente poco comune, che frutta più telescopi di grande luminosità (Newton a specchi) montati in parallelo, perfettamente allineati e capaci di fotografare contemporaneamente la stessa regione di cielo».Il sistema, oggi operativo con due telescopi, sta già evolvendo verso una configurazione a tre strumenti, pensata soprattutto per fotografare gli oggetti celesti più deboli. A parità di condizioni, la configurazione completa potrà raccogliere in una notte una quantità di segnale paragonabile a quella che un telescopio tradizionale impiegherebbe circa dieci notti a ottenere.
Il turismo legato al cielo è in forte aumento: ci sono località del Trentino e della Val d’Aosta che si stanno facendo certificare dall’Istituto di astrofisica delle Canarie. Un obiettivo anche nostro
Ed è proprio il cielo di Foppolo a permettere a Manta di esprimere pienamente questo potenziale: lontano dal fondo luminoso delle città, la debole luce proveniente dagli oggetti del cielo profondo non viene sommersa dall’inquinamento luminoso e può emergere nelle immagini.
Apprezzamento della stampa
«Velocità dello strumento e qualità del cielo lavorano insieme: possiamo raccogliere molta luce in poco tempo, ma soprattutto farlo sotto un cielo abbastanza buio da permetterci di fotografare soggetti estremamente deboli, che dalla città sarebbero impossibili da distinguere dal chiarore del cielo». E le prime immagini di Manta hanno già ricevuto riconoscimenti dalla stampa di settore per la qualità delle immagini.
Prossimamente sarà individuata la location, in paese, dove verrà posizionato il telescopio. Siamo già in contatto con la società proprietaria degli impianti di risalita. Si punterà poi a fondare un’associazione che gestisca incontri, visite, osservazioni, iniziative.
«Per il progetto AstrOrobie - conclude Veronese - Foppolo non è semplicemente il luogo da cui fotografare il cielo. È un patrimonio naturale da valorizzare e raccontare. Ogni immagine realizzata qui nasce dalla volontà di mostrare quanto sia prezioso un cielo ancora capace di rivelare la Via Lattea, le nebulose e le galassie più deboli. Perché proteggere il buio significa proteggere uno degli ultimi paesaggi naturali che ancora ci rimangono».
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