Addio a Alessandro Pesenti Rossi: pilota di Formula 1 negli Anni 70

IL LUTTO. È deceduto sabato 21 febbraio a Gerosa all’età di 83 anni. Inseguì il suo sogno a lungo e debuttò in F1 a quasi 34 anni. I funerali martedì 24 febbraio a Gerosa.

Gerosa

Non è mai troppo tardi per coltivare un sogno. Lo sapeva Alessandro Pesenti Rossi, venuto a mancare sabato a Gerosa a 83 anni. Il bergamasco aveva debuttato in Formula 1 poco meno di mezzo secolo fa, a 33 anni 11 mesi e un giorno nel Gp Germania 1976 reso celebre dall’incidente di Niki Lauda con la Ferrari. Autosprint gli diede un 7 in pagella, descrivendo la sua prestazione con queste parole: «Il suo debutto, prudente data la circostanza e l’assoluto digiuno al circuito, è da considerarsi positivo».

Quel Gp andò in scena al Nurburgring, sulla Nordschleife da 22,835 km, nota come l’inferno verde. Per conoscere tutte le 73 curve, percorse l’intero tracciato per alcuni giorni con una Bmw presa a noleggio in aeroporto. L’allenamento mnemonico servì perché quando si mise al volante della vecchia Tyrrell 007 spinta dal motore Ford Cosworth che aveva rilevato, superò il primo ostacolo qualificandosi con il 26° tempo, sebbene a 42 secondi dalla McLaren di James Hunt, dopo aver peraltro rotto un propulsore nella prima giornata. In quell’occasione realizzarono tempi superiori Lella Lombardi e Henri Pescarolo e ciò impedì loro di qualificarsi.

Autosprint riportò: «Si qualifica, ed è una grossa soddisfazione Pesenti Rossi che alla fine, nella sua fiammante tuta rossa, se potesse di metterebbe a ballare dalla contentezza in mezzo alla pista». Ripartita dopo un’ora, la gara vide Pesenti Rossi classificarsi 13° con la monoposto di colore blu iscritta dalla Scuderia Gulf Rondini.

Il bergamasco aveva esordito in gara nel 1968 in una cronoscalata in Val Seriana, ma negli anni 70 si era convertito alle sfide in pista, partendo dalle monoposto delle serie inferiori. La prima vittoria importante Pesenti Rossi l’ottenne il 27 agosto 1972 a Varano de Melegari, nell’ottava gara del Campionato italiano F3. Al volante di una Brabham BT 38 si aggiudicò la prima batteria con 14” di vantaggio e poi vinse la finale con 1,6 secondi su Vittorio Brambilla grazie a un sorpasso a pochi giri dal termine. Con quel trionfo, il 2° posto a Imola e i 2 terzi a Misano concluse il campionato in terza posizione. Avrebbe fatto meglio solo nel 1975 quando fu vicecampione italiano, beffato per un punto da Luciano Pavesi.

Sempre nel 1975 conquistò il suo primo podio nell’Europeo F2: al Mugello fu 2° con una March 742-20 motorizzata Bmw, pur disputando la seconda manche senza frizione perché il comando idraulico si era rotto durante il giro di allineamento. Dopo il Gp di Germania 1976, con la Tyrrell che però fu riverniciata con i colori arancione e celeste, disputò il Gp d’Austria concluso all’11° posto. In quello dopo, in Olanda, non riuscì a qualificarsi ma si rifece a Monza, dove in qualifica fu 21° su 29 e tagliò il traguardo al 18° posto. Autosprint gli diede un altro 7 e poiché le gare seguenti erano fuori Europa si concluse la sua esperienza in F1.

I funerali si terranno martedì 24 febbraio alle 10 nella chiesa parrocchiale di Gerosa.

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