Dossena, abisso record tutto da esplorare. Speleologi scesi a 416 metri di profondità

La scoperta. La «Grotta Borsellino» si trova all’interno delle miniere: il nuovo pozzo di 35 metri trovato dallo Speleo Club Orobico del Cai Bergamo la fa classificare tra le più estese della provincia. L’enorme «Sala Moria».

Le miniere di Dossena non smettono mai di stupire, ma questa volta hanno segnato un nuovo record. Nelle scorse settimane, lo Speleo Club Orobico del Cai Bergamo, che da anni esplora queste cavità, è riuscito a raggiungere i 416 metri di profondità in quella che viene chiamata «Grotta Borsellino», situata proprio all’interno delle famose miniere.

«Durante la discesa dello scorso weekend abbiamo scoperto un nuovo pozzo, profondo circa 35 metri e con un diametro di circa due metri per quattro – spiega il presidente dello Speleo club Lorenzo Rota –. A fine 2022 le ricerche si erano interrotte a quota 325 metri di profondità. Abbiamo poi ripreso l’attività all’inizio del nuovo anno e, grazie alle ultime esplorazioni, siamo riusciti a scendere oltre i 400 metri. Questo fa in modo di classificare la grotta come la più profonda tra le 40 che ci sono all’interno delle miniere di Dossena. È un risultato notevole e sorprendente, contando che le due più grandi viaggiano già tra i 260 e 350 metri di profondità». Ed è tra le più profonde della Bergamasca.

Lo Speleo Club Orobico del Cai Bergamo è riuscito a raggiungere i 416 metri di profondità in quella che viene chiamata «Grotta Borsellino»

Ma questo è solamente il risultato di un lungo lavoro: la spettacolare impresa del gruppo inizia già il 23 maggio del 2021, quando gli speleologi avevano scoperto un nuovo pozzo al livello più alto delle miniere, rinominandolo poi «Falcone», in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Qualche giorno più tardi, per curiosità degli esploratori, sono state effettuate nuove ricerche, e a un livello intermedio è stato individuato un nuovo pozzo di 42 metri, chiamato ovviamente in seguito «Borsellino».

Sempre più giù

Da lì in poi, l’avventura degli speleologi ha registrato traguardi sempre più sorprendenti: «Dall’imboccatura del pozzo Borsellino, che non era nemmeno mai stato registrato, abbiamo scoperto il resto di quello che viene definito più che come grotta un “abisso”, vista la profondità. La composizione geologica è molto varia e unica – illustra Rota –: partendo dalla formazione di Breno (formazione geologica presente nella media Val Camonica e in alta Valle Seriana, datata al Triassico superiore, ndr) si scende a contatto con il calcare rosso e poi, nei livelli più profondi, con la formazione di Esino (una piattaforma carbonatica formatasi durante il Triassico italiano, ndr) che caratterizza anche l’ultimo pozzo scoperto. Ma la peculiarità di questa grotta rispetto alle altre è proprio la formazione a faglia» conclude Rota. In queste perlustrazioni degli speleologi che permettono di registrare lo spaccato della montagna, la sua formazione e la sua storia, tra i punti più suggestivi scoperti in questi anni c’è sicuramente la «Sala Moria», un grande ambiente di frana a 150 metri di profondità con dimensioni di 30 metri per 15, inusuali per le grotte dossenesi.

La grotta è classificata come la più profonda tra le 40 che ci sono all’interno delle miniere di Dossena e una tra le più profonde della Bergamasca

La scoperta verrà presentata ufficialmente l’11 e 12 marzo, in occasione del raduno regionale degli speleologi lombardi e dell’assemblea della Federazione speleologica lombarda che si terrà proprio a Dossena con il patrocinio del Comune, nell’anno del 50° anniversario della fondazione dello Speleo Club. «È un onore poter accogliere nel nostro paese il raduno –a spiega l’assessore al turismo Walter Balicco –. È grazie agli speleologi che possiamo scoprire tratti nuovi del nostro territorio e salvaguardare aree naturali e artificiali delicate e poco accessibili».

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