La sfida di Bracca: «Ti regaliamo casa se la ristrutturi»

LA SPERIMENTAZIONE. Il Comune farà da intermediario ai privati che hanno chiesto di liberarsi di immobili in disuso da anni: vendita a un euro ma l’acquirente dovrà recuperare l’edificio entro tre anni.

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Bracca

Vendiamo case al prezzo simbolico di un euro. Ovvero le regaliamo. Tra qualche settimane il Comune di Bracca pubblicherà un annuncio che, più o meno, avrà questo tenore. Il regolamento è già stato approvato in Giunta e a breve saranno convocati i proprietari di immobili interessati all’iniziativa.

Il sindaco Giacomo Gentili parla di «tentativo» che un po’ ha il sapore di una sfida: l’obiettivo è vendere case disabitate da anni, magari decenni (abitabili ma anche non abitabili perché quasi diroccate) sgravando in tal modo i proprietari - a cui evidentemente l’immobile non interessa più - da tasse e costi per obblighi di periodica messa in sicurezza. E, nel contempo, facilitare il recupero di tali immobili dando quindi più decoro al paese.

La richiesta degli emigrati

L’iniziativa nasce di fatto come risposta alle richieste pervenute da più di un proprietario (in genere emigrati all’estero) che si è rivolto al municipio per poter cedere l’immobile proprio al Comune. «Richiesta che non abbiamo potuto accettare - dice il sindaco Giacomo Gentili - perché quegli edifici sono comunque da ristrutturare e il Comune oggi non ha necessità di nuovi spazi. Così abbiamo pensato a un’operazione che ha già avuto effetti positivi in altre realtà del nord Italia, come nel Pavese e in provincia di Asti. Probabilmente è il primo esperimento di questo tipo nella nostra provincia: il Comune farà da intermediario ai privati che vorranno vendere casa, ma al prezzo simbolico di un euro».

L’acquirente potrà essere un singolo privato ma anche associazioni, ditte o agenzie. Si pensa, per esempio, ad associazioni sportive, culturali, di volontariato

«La vendita – continua il primo cittadino – raggiungerebbe l’obiettivo di togliere al proprietario, generalmente un emigrante che non ha più legami con il nostro paese, l’obbligo di intervenire per la manutenzione e di pagare le tasse sulla casa. Nell’operazione il Comune sarà in certo modo garante: l’acquirente dovrà infatti versarci una fidejussione come impegno a rispettare l’obbligo di ristrutturazione».

Il regolamento

Il regolamento prevede una prima fase di raccolta di manifestazioni di interesse alla «vendita»: le potenziali case non dovrebbero essere più di una ventina in paese ma in genere le proprietà sono suddivise, in questi casi, anche in decine e decine di soggetti. Tutti da mettere d’accordo. Verificata la disponibilità, gli immobili verranno pubblicizzati sul sito del Comune e sui canali social. Immobili che saranno messi in vendita al prezzo simbolico di un euro. L’acquirente potrà essere un singolo privato ma anche associazioni, ditte o agenzie. Si pensa, per esempio, come esemplifica il regolamento, ad associazioni sportive, culturali, di volontariato. L’interessato dovrà poi manifestare la volontà di recuperare la casa.

La fidejussione al Comune

Al momento del rogito notarile, infatti, dovrà versare anche una fidejussione di 10mila euro al Comune, a garanzia della volontà di procedere al recupero dell’edificio. Il Comune rimarrà comunque estraneo ai rapporti contrattuali privati tra venditore e acquirente oltre che alle controversie che potrebbero sorgere in merito a conformità catastali o strutturali.

Nei successivi sei mesi al rogito poi, il nuovo proprietario dovrà presentare un progetto esecutivo di ristrutturazione dell’immobile e infine completare l’intervento entro tre anni. Diversamente, se tali clausole non saranno rispettate, la fidejussione rimarrà al Comune che la utilizzerà per eventuali interventi di messa in sicurezza dello stesso immobile. Al nuovo proprietario resterebbe comunque la casa.

«Operazione a costo zero»

«Operazioni di questo tipo - continua il sindaco di Bracca - hanno avuto effetti positivi in altre realtà. Sono arrivati soprattutto potenziali acquirenti dal Nord Europa ma anche dal Sud America. Magari persone che solo in virtù di tale annuncio hanno conosciuto quel paese. E poi, magari, hanno acquistato invece altre case sempre nello stesso luogo. Di fronte alle richieste pervenuteci, quindi, ci è sembrata una soluzione da tentare. A costo zero per il Comune ma che potrebbe, invece, risolvere un problema a qualche proprietario privato, dare più decoro ad alcune zone del paese e far conoscere Bracca» . E magari fare arrivare qualche abitante in più.

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