Pronto soccorso, accessi in media. Ats: rischio per 140mila over 75
OSPEDALI. Nelle Asst per ora non c’è un aumento degli afflussi per il caldo: «Ma con questa afa probabili effetti a partire dal prossimo fine settimana»
Lettura 2 min.Usando una metafora del mestiere, nei Pronto soccorso si resta in «vigile attesa» dell’impatto dell’ondata di caldo. A ieri, gli ospedali bergamaschi non rilevavano un particolare aumento dell’afflusso: l’esperienza insegna che servono diversi giorni consecutivi di grande afa prima che accada.
Asst Bergamo Est
«Siamo ancora all’inizio – premette Filippo Manelli, direttore dei quattro Pronto soccorso dell’Asst Bergamo Est e presidente della Simeu Lombardia, la società scientifica che raggruppa i medici dell’emergenza-urgenza –, anche se effettivamente in quest’ultima settimana il caldo è molto più spiccato rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. L’arrivo di pazienti con sintomi legati al calore è sporadico, non abbiamo elementi che ci mostrino chiaramente degli aumenti. Ma, allo stesso modo, è evidente che dobbiamo aspettarceli se queste temperature si protrarranno a lungo: in quel caso – aggiunge Manelli – probabilmente potrebbe leggersi un effetto a partire dal prossimo fine settimana».
Il «piano caldo»
Il sistema sanitario bergamasco ha attivato da circa un paio di settimane il «piano caldo», rafforzando il monitoraggio e potenziando i canali di comunicazione per diffondere informazioni su buone pratiche e canali d’aiuto. I più vulnerabili sono gli anziani: a tal proposito l’Ats – in collaborazione con le Asst – ha realizzato una «stratificazione del rischio» tra gli over 75, combinando la presenza di patologie, le terapie farmacologiche e le condizioni di vulnerabilità sociali. Il risultato è una platea di 140.481 bergamaschi a rischio, con livelli però diversi: 19.015 sono considerati a «rischio molto alto» (presenza contemporanea di malattia, trattamento farmacologico e deprivazione sociale), altri 54.825 a «rischio alto» («rilevante complessità clinica e sociale»), in 47.412 sono a «rischio intermedio» (presentano una delle tre condizioni di fragilità) e 19.229 sono a «rischio basale» (impatta solo l’età anagrafica).
«I consigli sono quelli consolidati, a partire dall’idratazione costante», ricorda Manelli. Tra l’altro, nei Pronto soccorso l’estate è delicata anche per un altro fattore: soprattutto nei presìdi della montagna e delle località turistiche, gli utenti crescono per via della maggior presenza di villeggianti o per i problemi degli escursionisti. «Attendiamo anche questo fenomeno tipico, ma il sistema si sta preparando».
Asst Papa Giovanni
La situazione è stazionaria anche nei due Pronto soccorso dell’Asst Papa Giovanni, cioè quello dell’ospedale di Bergamo e quello dell’ospedale di San Giovanni Bianco: dati alla mano, spiegano dall’Asst, al momento non si nota un incremento degli accessi, sia rispetto ai giorni precedenti l’ondata di caldo sia rispetto allo stesso periodo del 2025.
Asst Bergamo Ovest
Di «trend sostanzialmente invariato» parla anche l’Asst Bergamo Ovest, sulla scorta dei numeri registrati tra mercoledì 17 e domenica 21 giugno: tra il Pronto soccorso di Treviglio e quello di Romano gli ingressi sono stati 1.108, appena 15 in più rispetto alle stesse date del 2025. Relativamente alle diagnosi, sono stati solo due i casi riferiti a colpi di calore. Sempre dal 17 giugno l’Asst ha attivato un numero telefonico per l’emergenza caldo, che ha raccolto circa 20 chiamate per informazioni sui comportamenti da adottare; quanto ai pazienti seguiti al domicilio, una decina ha avuto un incremento del monitoraggio legato al caldo.
L’ondata anomala a maggio
Alcuni dati consolidati sull’intera provincia di Bergamo, provenienti dai flussi della Regione, avevano invece segnalato un piccolo «rimbalzo» nell’ultima settimana di maggio, quando imperversò un’ondata di afa insolita per la stagione: in sette giorni in Bergamasca si contarono complessivamente 8.365 accessi nei Pronto soccorso (s’intende per tutte le cause), mentre nella medesima settimana degli anni precedenti non si era mai andati oltre quota 7.700; il rialzo aveva riguardato in principalmente gli over 70, quindi lo scostamento potrebbe essere stato teoricamente correlabile alla calura.
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