Sott’acqua per 10 minuti: è gravissimo il 14enne che si è tuffato in una pozza a Luzzana
L’INCIDENTE. Studente di Pedrengo Salvato da un uomo esperto di immersioni e moglie infermiera richiamati dalle urla degli amici. Stava festeggiando la fine dell’anno scolastico con i compagni dell’Abf di Trescore.
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Luzzana
È ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo il ragazzo di 14 anni che mercoledì pomeriggio ha rischiato di annegare nelle pozze del torrente Bragazzo, all’interno del «Parco del gigante» a Luzzana, di origine senegalese e residente a Pedrengo, si è tuffato e, riemerso per qualche istante, sarebbe poi sparito sott’acqua.
Un compagno ha cercato di riportarlo a galla ma non ci è riuscito. Ce l’ha fatta, successivamente, un residente della zona, richiamato dalle urla degli amici del’adolescente. L’uomo, esperto di immersioni, ha riportato in superficie il 14enne, le cui condizioni sono apparse però molto critiche.
La dinamica dell’incidente
Erano le 12.30 circa quando lo studente all’Abf di Trescore, si trovava sul posto insieme ad alcuni compagni di scuola per festeggiare l’ultimo giorno di lezione. La mattinata gli studenti dell’Abf l’avevano trascorsa al centro sportivo di Entratico con i docenti; terminato l’orario scolastico, diversi ragazzi si sono spostati verso le pozze di Luzzana per trovare refrigerio. Qui si è formato un gruppo numeroso, tra i 25 e i 30 adolescenti.
In quel tratto il torrente presenta caratteristiche particolarmente insidiose: il fondale è irregolare e cambia in modo repentino, passando in pochi metri da zone molto basse a punti più profondi, con acqua fredda e torbida che riduce fortemente la visibilità e rende difficile valutare i pericoli nascosti. Una condizione che, soprattutto per chi non conosce bene l’area, può trasformarsi rapidamente in una situazione di rischio. In questo contesto il 14enne si sarebbe lanciato in acqua da un’altezza di circa due metri, ma non è chiaro se da un masso, come dice un amico che era con lui, o dalla passerella che porta alle pozze, come ricostruito dal sindaco.
I testimoni dell’incidente
Tra i presenti c’era un 16enne di origini marocchine residente a San Paolo d’Argon, che frequenta lo stesso istituto del 14enne. È stato lui a tentare immediatamente il salvataggio, tuffandosi nel punto in cui il compagno era scomparso. «Lui si era tuffato da un sasso vicino alla cascata – sostiene –. Dopo il tuffo è riemerso per qualche istante e poi è sparito. Ho visto che stava annegando. Sono sceso sul fondo, ma non ce l’ho fatta a riportarlo in superficie. Ho provato a tirarlo su, ma mi trascinava verso il fondo», ha raccontato, sottolineando la difficoltà di muoversi in un’acqua torbida e con profondità imprevedibili.
Il salvataggio
Le urla dei ragazzi hanno attirato l’attenzione anche di alcuni residenti della zona, che hanno assistito alle fasi concitate. Tra loro una coppia: lui esperto di immersioni amatoriali, lei infermiera. L’uomo si è immerso riuscendo a individuare e riportare il ragazzo in superficie, ormai in condizioni molto critiche. «L’acqua era torbida e più alta del solito. Il ragazzo era in acqua da almeno dieci minuti, la visibilità era insufficiente e l’ho riconosciuto dal costume azzurro», ha raccontato. La moglie ha immediatamente iniziato le manovre di rianimazione, mentre veniva allertato il 112.
I soccorsi e il trasporto in ospedale
È così partita la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco con il nucleo Saf (Speleo Alpino Fluviale), i carabinieri e il personale sanitario. L’elisoccorso, decollato da Milano, è atterrato in via Foscolo, insieme a un’auto medica di Seriate e a un’ambulanza della Croce Rossa di Trescore. Le operazioni di rianimazione sono proseguite a lungo prima del trasporto d’urgenza. Il 14enne, privo di coscienza e in arresto respiratorio al momento del recupero, è stato stabilizzato e trasferito in elicottero all’ospedale Papa Giovanni , dove resta ricoverato in terapia intensiva.
Dei fatti è stato informato anche il sindaco di Luzzana, Ivan Beluzzi, che ha raggiunto il luogo dell’incidente dopo la chiamata delle forze dell’ordine. «Ero in Municipio quando sono stato avvisato. Ho parlato con alcuni dei ragazzi presenti, saranno stati in tutto 25-30. Sono scioccato per quanto successo a questo ragazzo», ha dichiarato. Dalle testimonianze raccolte sul posto dal primo cittadino emerge che il 14enne si sarebbe lanciato dalla barriera del tunnel e non sarebbe più riemerso.
Anche la responsabile dell’Abf di Trescore, Chiara Morotti, è stata informata dei fatti avvenuti al termine delle attività previste al centro sportivo di Entratico per l’ultimo giorno di lezioni. «Alcuni ragazzi che erano lì sono poi rientrati a scuola perché profondamente scioccati da quanto successo», ha dichiarato. L’istituto si è attivato immediatamente per offrire ascolto e supporto agli studenti rientrati, molti dei quali hanno assistito alle fasi successive al recupero del compagno, vivendo momenti di forte apprensione.
Simona d’Alba, sindaco di Pedrengo si augura «una buona notizia, e cioè che l’intervento delle persone che hanno riportato in superficie il ragazzo si riveli sufficiente a salvargli la vita».
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