Vilminore, il rifugio Tagliaferri va al Comune. Si prepara il bando per il gestore

LA NOVITÀ. Come approvato dal Consiglio comunale, la gestione andrà assegnata attraverso un bando a evidenza pubblica.

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Novità alle soglie dell’estate per il rifugio Nani Tagliaferri. Lo storico punto di riferimento per gli escursionisti, situato nei pressi del Passo del Venano, rappresenta il più alto tra i rifugi delle Orobie, a quota 2.328 metri. E tra gli elementi che l’hanno contraddistinto e reso celebre per gli amanti delle terre alte c’è indubbiamente il suo rifugista. Francesco Tagliaferri, per tutti «Cesco», questo rifugio l’ha costruito con le sue mani nel 1985, in onore del fratello Nani, morto quattro anni prima sul Pukajirka, sulle Ande peruviane.

Quarant’anni di gestione

Da lì Cesco – che nel marzo scorso ha festeggiato i suoi ottant’anni – ha sempre gestito direttamente il rifugio, avvalendosi della collaborazione di figlie e nipoti e diventando un’icona indiscussa della montagna bergamasca, per il suo stile che ancora conserva un’accoglienza genuina, all’insegna della tradizione e dell’amicizia. Nell’estate del 2025 ha tagliato il traguardo da record dei quarant’anni di gestione senza soluzione di continuità. Ma quest’anno la prosecuzione della sua gestione, un po’ a sorpresa per i non addetti ai lavori, non è affatto sicura. Il consiglio comunale di Vilminore di Scalve, riunitosi martedì 19 maggio, ha dovuto approvare due atti che interessano proprio il rifugio Tagliaferri, situato sul territorio del comune di Schilpario, ma su un appezzamento di terra che è di proprietà del Comune di Vilminore. Nel 1996, quando il rifugio era già attivo da una decina d’anni, venne regolarizzata la sua situazione, con la concessione trentennale del diritto di superficie del terreno su cui sorge il rifugio, che passò dal Comune di Vilminore gratuitamente nelle mani della sezione Cai di Bergamo.

Bando per l’assegnazione

Di quest’ultima convenzione, tuttavia, nel 1996 non venne prevista la possibilità di rinnovo. Da qui la conseguenza inevitabile per il Comune, che ha preso atto dell’avvenuta acquisizione della proprietà del rifugio stesso, una volta scaduta la convenzione, nonostante le numerose riunioni tenutesi nei mesi scorsi – su richiesta della stessa amministrazione – con il Cai Bergamo per valutare congiuntamente ogni soluzione possibile. Una beffa non da poco per il Cai, che si è occupato per trent’anni di mantenere, ma anche ampliare e ammodernare il rifugio. Dal 22 maggio, dunque, il rifugio sarà nelle mani del Comune di Vilminore, che – come approvato dal consiglio comunale, con voto contrario della minoranza di «Viviamo Vilminore di Scalve» – dovrà assegnare la sua gestione necessariamente attraverso un bando a evidenza pubblica. Il Cai Bergamo, così come auspicato dall’amministrazione comunale, con ogni probabilità parteciperà alla procedura, sperando di aggiudicarsi la gestione e dare continuità alla gestione del Cesco, che è pronto a risalire a 2.300 metri per la sua quarantesima stagione, ma ovviamente l’esito della procedura pubblica non è scontato.

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