Alzano e Nembro, l’invito della Sardegna
«Vi offriamo una vacanza da noi»

La proposta del coro Monteferru di Seneghe ai cittadini bisognosi dei due paesi seriani. «Onorati di alleviare la vostra sofferenza».

Lettura 2 min.

Un piccolo gesto di solidarietà, non per ricucire le ferite - quello sarà duro farlo, perché sono profonde - ma per accarezzare il cuore. È l’intento di un’iniziativa che ad Alzano Lombardo e Nembro - i due comuni amaramente accomunati in questi mesi - é giunta dalla Sardegna. Si chiama «sa ponidura», che per chi mastica di latino ricorda quella radice nel verbo comune: ponere come donare, offrire. La tradizione è millenaria, la solidarietà ancestrale.

Sa ponidura viene da lontano, come il senso di aiuto che la giustifica, perché in una terra che vive di contatto con la natura il mutuo soccorso é obbligatorio. Era così quando le greggi venivano decimate, e si sentiva l’urgenza morale di intervenire a sostegno del pastore malasortau. Lo si aiutava, insomma, in natura, donando un capo ciascuno a chi lo aveva perduto.

Perché i pastori lo sanno bene che qualcosa può andare storto: un furto, un incendio, una malattia. È allora che ci si dà una mano perché bisognerà pur dirselo che il welfare ufficiale ha le sue falle. Niente pecore però questa volta, bensì il desiderio di mettere a disposizione le proprie bellezze naturali per tornare a sognare. L’idea è del coro sardo Monteferru di Seneghe, nell’Oristanense, che nei giorni scorsi ha recapitato ai primi cittadini di Nembro e Alzano una mail che suonava così: una vacanza, quando si potrà, per alleviare il dolore dei vostri concittadini più colpiti.

Positiva l’accoglienza dell’idea, anche se c’è tutto da costruire e le urgenze sono per ora ancora altre. Eppure loro, i sardi, hanno chiara la proposta: raccogliere fondi per offrire una vacanza in Sardegna ai cittadini più bisognosi. Insomma, non si sa quando e non si sa chi, ma sicuramente si sa dove e perché.

Seneghe - il piccolo comune da cui proviene il coro maschile che firma l’iniziativa - ha meno di duemila anime. Sorge sulle penidici di Montiferru guarda sull’Iglesiente e sul Sulcis. «Bergamasco di Selvino il mio migliore amico di gioventù, e pure un nostro consigliere comunale; si chiamava Colleoni» racconta Aldo Cauli, membro del coro che ha la paternità della proposta e che ha firmato i documenti inviati nei due Comuni. Inviti che sanno di promessa e che verranno sostenuti con iniziative di crowdfunding . Che sia dall’estate del 2021 o da quella del 2022 è tutto da vedere. Chi potrà goderne e per quanto, pure, visto che i proponenti non puntano a una vacanza estemporanea ma a un’accoglienza da rinnovare nel tempo. L’idea è di certo piaciuta ai sindaci e ai due rispettivi assessori alla cultura: Graziella Piccinelli e Mariangela Carlessi, rispettivamente per Nembro e Alzano, che cercheranno di costruire questo ponte di solidarietà. Primo atto, l’esibizione del coro polifonico, che ha dato la disponibilità a far risuonare le proprie voci in una struttura cittadina.

«Dalle nostre parti si fa così - racconta Cauli -. Sa ponidura, quando c’è stato il terremoto in Abruzzo, ha portato in quelle terre 1.200 capi, pecore in dono dai pastori isolani a quelli del continente. Poi gli amici abruzzesi sono venuti a farci visita con i loro agnelli. A emergenza terminata. E in questo caso - continua Cauli - saremmo onorati di alleviare la vostra sofferenza». Con un tuffo nel mare che qui, ad Alzano e Nembro, è un sogno collettivo che va oltre la vacanza

© RIPRODUZIONE RISERVATA