Nembro, tentano furto nella sede degli Alpini: «È l’ottava volta dall’inizio dell’anno»

IL CASO. L’amarezza del presidente Arvati: «Non abbiamo nulla di valore e ogni volta dobbiamo pagare i danni».

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Brutta sorpresa, l’ennesima, per gli Alpini di Nembro: nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 settembre alcuni ignoti si sono introdotti nella sede all’interno del parco Rotondo, danneggiando la porta di accesso. «Siamo esasperati» è il commento del capogruppo Loris Arvati, che riferisce come quello delle scorse ore sia l’ottavo tentativo di furto che l’associazione ha subito quest’anno. Anche in questo caso, come in tutti i precedenti, i sistemi di allarme installati in sede non sono stati sufficienti per rintracciare i malviventi.

Danni per almeno 2.500 euro

«L’allarme, a cui sono collegati diversi volontari, oltre al nucleo radiomobile dei Carabinieri, è scattato all’1.48; pochi minuti dopo eravamo sul posto – riferisce Arvati –. Hanno spaccato la porta di accesso alla sede, ma non sono riusciti a prendere nulla all’interno, perché è entrato in funzione il fumogeno che abbiamo installato proprio per ragioni di sicurezza». I malviventi si sono subito allontanati, «ma hanno comunque causato danni, per almeno 2.500 euro anche questa volta» spiega ancora il capogruppo.

«Non c’è nulla di valore»

Negli episodi precedenti erano state prese di mira alcune finestre e pure la cucina. «Visto il ripetersi dei tentativi di furto, non lasciamo più nulla di valore in sede. Ci sono già stati rubati un computer portatile e un centinaio di euro dalla cassa. In un’altra occasione, invece, avevano svuotato nel parco tutte le bottiglie che avevamo in sede, forse per dispetto perché non avevano trovato soldi».

Anche in questa occasione Arvati, insieme ad altri alpini, ha continuato per un paio d’ore la ricerca dei malviventi. «Siamo stati in giro fino alle 4 di notte, ma non abbiamo visto nessuno. Speriamo che dopo tutti questi episodi capiscano che ci sono i sistemi di allarmi e che comunque non hanno nulla da rubare qui. Siamo molto amareggiati».

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