Cerchio di Gesso, benessere con il sapere

LE ATTIVITÀ DAL 2003. Al centro libri e lettura, ma soprattutto le relazioni.

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La cultura come strumento di benessere. È attorno a questa idea semplice ma potente che è cresciuto Il Cerchio di Gesso Aps, associazione che ha scelto di mettere al centro non soltanto i libri e la lettura, ma soprattutto le relazioni che nascono quando le persone si incontrano per condividere storie, esperienze e tempo. Nata nel 2003 con una vocazione più educativa e formativa, ha progressivamente ridefinito il proprio percorso: «Nel tempo - racconta il presidente Camillo Carboni - abbiamo scelto di mettere al centro la cultura come strumento di benessere per chi partecipa, per chi organizza ma anche per chi vive l’associazione». Carboni descrive Il Cerchio di Gesso come un vero e proprio «humus»: un terreno fertile in cui persone, competenze e passioni si incontrano, dando vita a nuove «gemme» e progettualità.

Tra queste, una delle più conosciute è il «Circolo dei narratori», nato da un’idea di Candelaria Romero e diventato negli anni una presenza stabile in sette biblioteche di Bergamo ma anche in alcuni Comuni limitrofi, oltre che in altri contesti, carcere compreso. «Mi sono chiesta spesso che cosa significhi sentirsi a casa - sottolinea Romero, che da piccola ha lasciato l’Argentina con la famiglia -. La risposta è che sono le relazioni a farci sentire parte di un luogo. Bisogna quindi aiutare le persone a creare rapporti positivi». Da qui la scelta di entrare nelle biblioteche pubbliche, spazi aperti e accessibili a tutti, dove i cittadini possono accedere liberamente, «incontrarsi con la scusa dei libri, e far nascere legami, combattere la solitudine o momenti difficili, promuovere cittadinanza attiva», dice. I volontari si ritrovano periodicamente per preparare letture ad alta voce destinate ad adulti e bambini.

Dal medesimo approccio sono nate, nel tempo, altre iniziative che raccontano bene l’identità dell’associazione. È il caso di un progetto dedicato agli anziani delle Rsa e dei Cte, ma anche del «Circolo del giocattolo», che nel quartiere Pignolo unisce narrazione e manualità coinvolgendo bambini, adulti e anziani nella costruzione di giochi a partire da una storia condivisa. Un’esperienza intergenerazionale che valorizza il tempo lento, l’ascolto e il fare insieme. Recente è «Il Giardino dell’Anima», progetto avviato al Parco Caprotti che trasforma la cura del verde e il recupero delle piante in occasione di incontro.

Nel racconto dell’associazione emerge anche il ricordo di Nadia Savoldelli, figura centrale nel percorso de «Il Cerchio di Gesso» e nello sviluppo di molti dei suoi progetti. Un’eredità che continua a vivere nelle attività e nelle persone che ogni giorno scelgono di costruire comunità attraverso la cultura.

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