«Shape», la natura ambiente di crescita
L’ASSOCIAZIONE. È nata dall’incontro tra una decina di famiglie alla ricerca di un approccio pedagogico diverso per i propri figli.
Lettura 1 min.Natura, esperienza e relazione: sono le parole attorno a cui, dal 2019, è cresciuta Shape, associazione nata dall’incontro tra una decina di famiglie alla ricerca di un approccio pedagogico diverso per i propri figli e alcune professioniste: «Ci ha accomunato soprattutto l’idea della pedagogia del bosco, che vede nella natura un ambiente privilegiato in cui crescere», racconta la vicepresidente Maria Zanchi. La prima sfida avviata è stata «Pachamama» dedicata ai bambini dai tre ai sei anni: un progetto per l’infanzia nel bosco che si svolge da settembre a giugno e nel quale anche le famiglie hanno un ruolo attivo.
«I genitori, se lo desiderano - prosegue - seguono un percorso formazione e affiancano le educatrici, condividendo un approccio con al centro la relazione, l’esperienza diretta, l’ascolto del bambino e i suoi tempi». Negli anni sono nate altre proposte. «Vitamina N» accompagna bambini dai cinque ai dieci anni in esperienze di riconnessione con il mondo naturale; ci sono poi i laboratori mensili per le famiglie al campo base di Olera e «Tu sei natura», rivolto agli adulti e dedicato a «green mindfulness», bagni di foresta e «outdoor training». Da ottobre quest’ultimo ripartirà in collaborazione con Fondazione Pesenti. Due anni fa, anche su richiesta delle famiglie che cercavano continuità dopo il percorso dell’infanzia, è nata «Cometa», progetto di istruzione parentale per la primaria a Ranica.
Qui apprendere significa soprattutto fare esperienza e, poiché «per crescere un bambino ci vuole un villaggio», geometria si fa alla bocciofila, scrittura creativa con gli anziani del centro diurno, orticoltura con l’orto solidale. La relazione resta il perno: gruppi piccoli, attenzione alle emozioni, movimento, tempi meno rigidi e nessuna competizione come principio educativo. L’«outdoor education», sottolinea Zanchi, non coincide semplicemente con «fare fuori» ciò che normalmente si fa in aula: «Significa – dice - avere un’altra idea di bambino, riconoscerne competenze, curiosità e passioni e accompagnarlo senza trasformare ogni apprendimento in una prestazione».
Un’immagine racconta bene questa prospettiva. Durante le «Settimane verdi», i centri estivi organizzati tra giugno e luglio, più di un bambino ha chiesto stupito: «Ma qui possiamo essere liberi?». Libertà, per Shape, non significa però assenza di regole, ma ascoltare le passioni di ognuno e rispettare i suoi tempi. A settembre l’associazione, che è alla ricerca di professionisti interessati a sperimentarsi e crescere in questo approccio educativo, sarà presente alla Festa delle famiglie il 5 settembre al Parco Turani, e il 26 e 27 settembre alla festa di Olera con un laboratorio permanente.
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