Siria, Madagascar e Turchia: anche in estate tra i vulnerabili
L’ASSOCIAZIONE. Support and Sustain Children, nata 13 anni fa per iniziativa di Arianna Martini. Tanti i progetti per bambini, famiglie e persone fragili.
Lettura 2 min.Siria, Madagascar e Turchia. Sono le tre tappe che hanno scandito l’estate di Support and Sustain Children Ets, ma raccontarle soltanto come missioni estive significherebbe descrivere solo una parte del lavoro dell’associazione. I viaggi sono tappe, «bellissime seppur faticose», di un percorso che prosegue tutto l’anno, attraverso progetti strutturati e team locali.
Il primo viaggio
Support and Sustain Children nasce tredici anni fa dall’esperienza della presidente e fondatrice Arianna Martini, originaria di Roma ma da tempo a Verdellino, che durante la guerra in Siria decide di partire e incontra al confine con la Turchia un campo profughi spontaneo. Da lì l’attività si amplia. Crescono piano piano i contatti, la rete. Oggi l’associazione opera in Siria, Turchia, Gaza e Madagascar, soprattutto con bambini, famiglie e persone fragili.
Percorsi di autonomia
«All’inizio erano interventi dettati soprattutto dall’urgenza - racconta Martini -. Oggi siamo ancora una piccola associazione, ma abbiamo progetti strutturati». Il metodo è quello della presenza e del rapporto diretti: raggiungere i territori, incontrare le persone e gestire gli interventi con i collaboratori locali. All’assistenza alimentare, sanitaria ed educativa si affiancano percorsi di autonomia. A giugno Martini è tornata con un volontario nel nord-ovest della Siria, nel governatorato di Idlib, dove l’associazione gestisce un «help point» che segue centinaia di famiglie vulnerabili. Il viaggio è servito anche a seguire «Espero», progetto avviato due anni fa con la formazione di quindici donne ingegnere.
Guardando al futuro
Tre di loro ora realizzeranno un centro per bambini, un allevamento di galline ovaiole e un’attività legata alla lavorazione dei semi. Tre progetti che, in un «Paese in ricostruzione», provano a guardare avanti. Tra luglio e i primi giorni di agosto Martini, un fotografo, due volontari e un donatore sono invece volati nel sud del Madagascar. L’associazione segue quattro villaggi nella regione di Toliara, colpita dalla siccità, garantendo cisterne d’acqua, sostegno alimentare, interventi sanitari e contro la malnutrizione.
I laboratori nei villaggi
Questa estate sono stati realizzati quattro ambulatori nei villaggi, ai quali se ne aggiunge un quinto in una scuola di Toliara che accoglie bambini con disabilità. Da settembre un medico locale garantirà nei quattro villaggi visite, farmaci e l’invio in clinica dei casi che lo richiedono. Si punta sulla prevenzione ma si guarda anche lontano: «L’idea è aiutare nell’immediato chi è malato - sottolinea - ma creare anche le condizioni perché queste comunità possano diventare autonome».
In uno dei villaggi l’associazione sostiene anche una piccola scuola. Una corrispondenza speciale e tenerissima è stata avviata fra questa e Bergamo: dieci bambini di Roncola hanno inviato lettere e disegni ad altrettanti coetanei malgasci, che hanno risposto con messaggi loro.
I giovani cresciuti nel campo
L’ultima missione ha riportato Martini in Turchia insieme a un medico, un fotografo e una volontaria. La destinazione è il campo profughi spontaneo da cui tutto è iniziato. «Dalle circa novecento famiglie presenti negli anni scorsi, si è passati a circa quattrocento - dice -. Qui sono stati scavati pozzi, aperta una piccola scuola e avviati interventi alimentari, sanitari e di sostegno ai bambini orfani o fragili».
Ora l’attenzione è rivolta anche ai giovani cresciuti nel campo. L’associazione sta lavorando a un percorso che, attraverso i corridoi lavorativi, prevede formazione linguistica e professionale e il possibile inserimento in aziende italiane aderenti al progetto. «Alcuni li conosciamo da quando erano bambini. Vogliamo dare una prospettiva di futuro, di cambiamento», spiega Martini.
Una mostra fotografica
Nei prossimi mesi Support and Sustain Children lavorerà a un progetto nei campi profughi della Cisgiordania che prevede un gemellaggio con Quarto Oggiaro e due campionati di calcio paralleli, uno in Italia e uno a Gerico. A Bergamo, invece, l’associazione porterà la sua testimonianza (anche) attraverso una mostra fotografica allestita dal 25 al 27 settembre al Galgario, in collaborazione con Caritas.
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