(Arv) Venezia, 16 febbraio 2026
“Il Giorno del Ricordo, domani 10 febbraio, è la data in cui l’Italia sceglie di guardare in faccia una tragedia per troppo tempo relegata ai margini: le foibe e l’Esodo giuliano-dalmata. È un dovere civile ricordare tutti coloro che hanno perso la vita nelle foibe: uomini e donne, civili e militari, colpiti in una stagione di violenza che ha segnato il confine orientale e la coscienza nazionale”. Sono le dichiarazioni del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, che aggiunge: “Ricordare significa anzitutto restituire dignità alle persone: ai loro nomi, alle loro storie, alle famiglie spezzate. Significa riconoscere anche la sofferenza di centinaia di migliaia di italiani costretti a lasciare la propria terra, spesso con poco più di una valigia, per ricominciare altrove. In quel passaggio il Veneto e il Nordest hanno saputo essere terra di accoglienza: comunità, parrocchie, amministrazioni, mondi del lavoro e del volontariato hanno offerto riparo e futuro a persone disperate, trasformando l’emergenza in integrazione. Il Veneto, in particolare, ha visto arrivare famiglie che portavano con sé dolore e identità, e ha saputo farne parte della propria comunità civile”.
“Questa vicenda ci mette davanti a un’atrocità storica che deve interrogarci ancora oggi: violenze contro comunità che vivevano integrate, vicine nella quotidianità, e che improvvisamente sono state trasformate in ‘nemiche’. Quando quando l’altro viene ridotto a categoria, quando l’odio prende il posto della convivenza, la civiltà arretra e l’umanità paga il prezzo più alto”, aggiunge Zaia.
“E c’è un’altra lezione, altrettanto attuale: l’assurdità dei confini voluti, imposti, ridisegnati sulla carta da trattati e geopolitiche, che possono cambiare destini e cancellare vite. Oggi, in un’Europa che ha abbattuto molte linee di separazione nel segno dell’inclusione e della libera circolazione, quella follia appare ancora più evidente: proprio perché sappiamo che si può convivere, cooperare, costruire un futuro comune, nel rispetto delle identità”, prosegue il Presidente.
“Il Consiglio regionale del Veneto è fortemente impegnato in un’opera di sensibilizzazione su questi temi, rivolta soprattutto ai giovani, perché il ’900 ci ha già mostrato dove conduce l’odio fra i popoli e perché la memoria non diventi un rito, ma una coscienza. Domani, in apertura del Consiglio regionale, ricorderemo questa tragedia: un momento istituzionale di verità e rispetto, per riportare al centro ciò che non deve più essere tenuto lontano. Il Veneto continuerà a fare la propria parte, anche valorizzando le testimonianze delle comunità istriane, fiumane e dalmate presenti sul territorio, e sostenendo occasioni di studio e di incontro”, termina il presidente Zaia.
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