CRV - Consiglio veneto: no a distribuire i pazienti Covid in tutte le terapie intensive Regione
CRV - Consiglio veneto: no a distribuire i pazienti Covid in tutte le terapie intensive Regione

CRV - Consiglio veneto: no a distribuire i pazienti Covid in tutte le terapie intensive Regione

(Arv) Venezia 11 gen. 2022 –      L’aula di palazzo Ferro Fini ha respinto con 30 voti contrari a fronte di 8 ‘sì’ la mozione presentata da  Elena Ostanel  (VcV) che sollecitava la Giunta a distribuire in modo equo, di concerto con le Ulss e i sindaci del territorio, i pazienti Covid in terapia intensiva tra tutte le strutture ospedaliere e assistenziali della regione, al fine di evitare che alcuni ospedali, come quello di Schiavonia nella Bassa Padovana, siano convertiti in via esclusiva a Covid Hospital, con l’effetto di ridurre i servizi ospedalieri di cura e assistenza agli abitanti d quel territorio. L’assessore alla sanità  Manuela Lanzarin  ha ribadito l’esigenza di dedicare alcune strutture, preferibilmente le più moderne, al ricovero esclusivo dei pazienti Covid: “Siamo in una situazione di emergenza. Mi auguro che a fine gennaio, quando la curva della quarta ondata potrebbe essere in flessione, possano essere ripristinate le funzioni dell’ospedale di Schiavonia. Nel frattempo assicuro che nessuna emergenza e nessun paziente sono stati lasciati indietro”, ha affermato Lanzarin. “Si poteva fare ricorso alle strutture sanitarie private convenzionate o alle nuove strutture sanitarie non ancora attivate dalla Regione, al fine di non sguarnire i diversi territori dei servizi sanitari primari”, ha replicato la vicepresidente della commissione Sanità  Annamaria Bigon  (Pd), fiancheggiata dai colleghi  Francesca Zottis  e  Jonatan Montanariello  del Pd e dal portavoce dell’opposizione  Arturo Lorenzoni  nel chiedere “maggior collaborazione con le strutture convenzionate” nella gestione della pandemia. Il capogruppo  Alberto Villanova  (Lega-Lv) ha invitato i rappresentanti dell’opposizione a evitare “errori di tipo organizzativo e di tipo sanitario”: “Distribuire i pazienti Covid in tutto il territorio bloccherebbe le attività chirurgiche in tutti i presidi- ha spiegato- E assegnare maggior peso alla sanità privata in Veneto sarebbe contradditorio con gli indirizzi di programmazione sanitaria perseguiti sinora”. Posizione ribadita anche dalla collega di partito e presidente della commissione Sanità  Sonia Brescacin,  che ha ricordato come la partecipazione della sanità privata alla gestione dell’emergenza pandemica sia già un dato di fatto.

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