CRV - Covid: confronto-scontro in Quinta commissione su gestione pandemia in Veneto - 2
CRV - Covid: confronto-scontro in Quinta commissione su gestione pandemia in Veneto - 2

CRV - Covid: confronto-scontro in Quinta commissione su gestione pandemia in Veneto - 2

Covid, confronto-scontro su gestione pandemia in Veneto, Zaia: “Non associare mortalità a incuria o scelte maldestre. Chi ha dubbi sulle scelte, denunci in Procura”. Opposizioni: “Non è un processo, chiediamo chiarezza” - 2

(Arv) Venezia 4 mag. 2021 - Lungo e serrato confronto in commissione Sanità del Consiglio veneto sulla gestione regionale della pandemia da Covid 19 tra il presidente Luca Zaia, affiancato dall’assessore e dai tecnici della sanità, e i consiglieri regionali. Un confronto sollecitato dai consiglieri delle opposizioni, per fare chiarezza sui contenuti della trasmissione di RaiTre ‘Report’ di lunedì 26 aprile, e svolto in commissione anziché in Consiglio (anche se il teatro è stata sempre l’aula consiliare e ha impegnato l’intero pomeriggio, facendo slittare la seduta consiliare) per dare modo di intervenire anche ai tecnici regionali.

Il dibattito. “Non ci interessa andare Procura – ha replicato lo speaker delle opposizioni Arturo Lorenzoni – a noi interessa fare chiarezza, con spirito costruttivo. I dati ci dicono che il Veneto ha avuto da novembre scorso la maggior incidenza di contagi, oltre 4 mila ogni 100 mila abitanti, e di decessi. Il Veneto è la regione più colpita tra le grandi regioni del Nord. Chiediamo di capire perché la Giunta regionale abbia scelto di privilegiare la rapidità di diagnosi sulla sensibilità nella scelta dei test, in contesti come le Rsa e gli ospedali, quali evidenze scientifiche abbiano portato il presidente Zaia a promuovere l’efficacia dei test ‘fai-da-te’. Infine – ha aggiunto - chiedo di capire le ragioni che hanno portato a spostare la sede di riferimento regionale per i laboratori di microbiologia dall’Azienda ospedaliera di Padova a quella di Treviso”.

AnnaMaria Bigon, Pd e vicepresidente della commissione Sanità, ha contestato i numeri forniti dal presidente e dai tecnici della Giunta. “L’aumento dei contagi e dei decessi a novembre e dicembre sono stati abnormi, mentre il Veneto rimaneva in ‘zona gialla’ e il presidente Zaia dichiarava che il 95% dei contagiati era asintomatico – ha affermato - In realtà le terapie intensive erano sotto pressione e i medici ospedalieri denunciavano come la riconversione dei posti in terapia intensiva togliesse posti e assistenza ai malati non Covid. La politica, a nostro parere, avrebbe dovuto introdurre più restrizioni per contenere il contagio”.

Il capogruppo dei consiglieri di Zaia Presidente, Alberto Villanova, ha criticato i consiglieri di opposizione per aver fondato le proprie critiche alla Regione sulla gestione della pandemia su uno studio incompleto, non concluso e che, oltretutto – ha affermato - finirebbe per confermare la validità dei test rapidi, con un tasso di concordanza con i test molecolari del 98,6 per cento. “Avete preso un granchio – ha detto Villanova – oppure, se siete convinti che ci sia una responsabilità dell’amministrazione Zaia, presentate esposto in Procura”.

“Sciocco rimandare ai tribunali scelte politiche sulle quali oltretutto ci sono poche certezze– ha premesso la vicepresidente del Consiglio regionale Francesca Zottis (Pd) – Non mettiamo in discussione la bontà delle scelte cliniche fatte, ma solleviamo dubbi su alcune scelte politiche: perché il Veneto non ha seguito le ‘raccomandazioni’ del ministero della sanità che invitava all’utilizzo dei molecolari? Perché si è fidato dei test rapidi di prima e seconda generazione per contesti a rischio come le case di riposo? E quando affronteremo il tema del rapporto tra Rsa e ospedali, evidenziato ancor più dalla pandemia? Il Covid ci ha insegnato la necessità di fare di più e di meglio e di investire di più in prevenzione e in ricerca”

Roberto Bet (Lega) ha intravisto nello ‘stillicidio di allarmismi e di dichiarazioni delle opposizioni’ il delitto di procurato allarme per la pubblica incolumità: “In questi mesi – ha evidenziato - abbiamo assistito a politici, giornalisti e scienziati di scarsissima credibilità”.

Elena Ostanel (Il Veneto che Vogliamo) ha difeso il diritto delle opposizioni di vigilare, di porre domande e di avere risposte esaustive alle interrogazioni presentate. “Possiamo sapere fino a quando sono stati utilizzati tamponi rapidi di prima o seconda generazione, meno affidabili, negli ospedali? – ha chiesto Ostanel - Se si fossero utilizzati i tamponi molecolari si sarebbero potuti evitare ulteriori contagi (e decessi) in contesto ospedaliero? Perché non si è approfondito con uno studio l’efficacia delle linee guida date dal ministero ad ottobre? Perché il Veneto non ha adottato il principio di precauzione nel definire la fascia di rischio? E oggi,, in Veneto, si stanno usando solo i tamponi di terza generazione, più sensibili?”. Ostanel poi ha chiesto una replica al fuori onda di Report sulle gare di acquisto dei tamponi rapidi.

Stefano Valdegamberi (GM) ha ringraziato Zaia per essere stato in prima linea sin dal primo giorno e ha accusato l’opposizione, e in particolare il Pd, di aver messo in scena, anche attraverso ‘Report’, una ‘finta rappresentazione’ per gettare ‘fango’ sull’amministrazione regionale. 

Silvia Rizzotto (ZP) ha invitato i consiglieri di opposizione alla coerenza: “Volevate un confronto politico e non tecnico. E le prime domande che avete posto sono squisitamente tecniche. I dubbi sono legittimi, ma non le bugìe e le illazioni”. Rizzotto ha poi definito “infelice e misero” il tentativo di utilizzate la tv pubblica per “perseguire obiettivi di visibilità mediatica” e “screditare l’avversario politico denigrando la sanità veneta”. “Il Veneto è la regione che meglio di altre sta contrastando la pandemia – ha sottolineato Rizzotto – con il maggior numero di tamponi effettuato in rapporto al numero di abitanti. Mai come in questi ultimi 15 mesi mi sento fortunata e orgogliosa di essere veneta”.

Un ringraziamento personale a Zaia, per le responsabilità che si è assunto nella gestione della pandemia, all’assessor, ai tecnici e al personale sanitario è arrivato da Elisa Venturini, capogruppo di Forza Italia. “La nostra priorità ora è vaccinare: quando riusciremo a vaccinare le categorie produttive?”, ha aggiunto.

Erika Baldin (M5S): “Mi sento in imbarazzo, questa seduta di commissione sembra un’aula di tribunale nei confronti del professor Crisanti, scienziato riconosciuto a livello internazionale che si è messo a disposizione della sanità veneta. Mi fa piacere apprendere che Azienda Zero non ha presentato alcuna denuncia nei suoi confronti – ha affermato - Nè occorre che noi consiglieri andiamo in Procura: ci sono già inchieste avviate da parte della magistratura a Padova e a Vicenza. A noi interessa che non ci sia alcuna ombra sulla sanità veneta, che i cittadini del Veneto possano avere risposte alle loro domande, e che si rispetti la libertà di ricerca della scienza”.

Dai banchi del Pd Jonatan Montanariello ha contestato l’idea che la trasmissione Report sia un’operazione di ‘complottisti’: “Le tabelle diffuse oggi dai media dicono che degli 11 mila morti registrati in Veneto, 8.400 sono avvenuti nella seconda ondata, tra ottobre e marzo, rispetto ai 2.178 della prima ondata. Chiediamo di capirne le ragioni e di valutare se è stato fatto tutto ciò che era necessario per prevenire il contagio. Domandare non significa denigrare”.

Apprezzamenti per l’operato dell’amministrazione Zaia, dei tecnici e dei dirigenti della sanità veneta, uniti a riconoscenza verso gli operatori del comparto sanitario, sono stati espressi da Filippo Rigo (LV)e da Marco Zecchinato (ZP).

Raffaele Speranzon, capogruppo dei Fratelli d’Italia, ha puntato l‘indice sulle indicazioni contradditorie espresse in questi mesi dal ministero della Salute su mascherine e tamponi, dal professor Crisanti sui vaccini e sulla cattiva informazione resa dal servizio pubblico televisivo.

Cristina Guarda (EV) è tornata a chiedere trasparenza e risposte sulla scelta di adottare tamponi rapidi con una sensibilità del 58 per cento, accertata da studi indipendenti; sui numeri effettivi dei posti in terapie intensive; e sui rischi di contagio nei luoghi di lavoro.

Per il capogruppo della Lega Giuseppe Pan le dichiarazioni del presidente Zaia e dei tecnici hanno ‘smontato’ le critiche di ‘Report’ e il ‘teorema’ dei consiglieri di opposizione, pronti a screditare la sanità veneta con una ‘montatura ad hoc’. “L’opposizione dovrebbe vergognarsi -ha concluso Pan - Mi auguro che la commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia, che l’opposizione va chiedendo, faccia anche luce sul curriculum e sulle competenze del professor Crisanti”.

Andrea Zanoni (Pd) ha contestato i numeri forniti dai tecnici e la visione rassicurante espressa da Zaia, dall’assessore e dai suoi tecnici. “Se ci facciamo domande e chiediamo una commissione d’inchiesta – ha spiegato – è per evitare errori e farne tesoro nella gestione di emergenze future”.

Superate le 19, il dibattito prosegue in aula, alla presenza del presidente Zaia.

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