IL CASO. Seguendo il segnalatore gps installato, da Bergamo è arrivato a Zandobbio, dove si è trovato di fronte tre soggetti nei pressi di un garage privato. «A quel punto ho chiamato i carabinieri».
IL CASO. Seguendo il segnalatore gps installato, da Bergamo è arrivato a Zandobbio, dove si è trovato di fronte tre soggetti nei pressi di un garage privato. «A quel punto ho chiamato i carabinieri».
Hanno rubato la mountain bike con cui suo figlio sedicenne andava a scuola, al Leonardo da Vinci, ma è riuscito a recuperarla grazie all’«airtag», il segnalatore gps che aveva installato nella bici, pagata 1.900 euro due anni fa. Il papà-investigatore si è spinto fino a Zandobbio, dove si è trovato a tu per tu con tre soggetti nei pressi di un garage privato.
«Appreso del furto lunedì mattina, ho sporto denuncia dai carabinieri di Almenno, visto che mi trovavo lì in zona – racconta – e poi ho seguito il segnale dall’app scoprendo che la bici era stata spostata prima a Nembro e poi appunto a Zandobbio. Lì l’ho intravista e ho chiamato i carabinieri. C’erano tre uomini, ma quando mi sono avvicinato fingendomi interessato alla bici, due si sono dileguati. È rimasto il terzo, risultato poi essere un meccanico ciclista: all’arrivo dei carabinieri di Trescore, si è detto ignaro del fatto che la bici fosse in realtà mia e rubata».
Un uomo ha riferito di aver soltanto accompagnato un ragazzino sedicenne straniero che gli aveva dato la bicicletta in zona Bergamo
Il genitore si è poi portato per il verbale di restituzione in caserma a Trescore dove, contattato dal ciclista, si è presentato un uomo – con il braccialetto elettronico – che ha riferito di aver soltanto accompagnato un ragazzino sedicenne straniero che gli aveva dato la bicicletta in zona stazione a Bergamo.
Chi avesse, alla fine, in effetti rubato la mountain bike modello «Cannondale» allo studente sedicenne, non è stato insomma chiarito: probabilmente è stata passata da una persona all’altra per poi essere infine rivenduta. Ma l’iter è stato interrotto dal genitore, che è riuscito a tornarne in possesso proprio grazie al gps che aveva installato sulle due ruote.
«Voglio ringraziare i carabinieri di Almenno per aver raccolto subito la mia denuncia e avermi consigliato sul da farsi – conclude – e i loro colleghi di Trescore per essere intervenuti con professionalità e tempestività».
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