Dal reattore Jet dati utili per le future centrali a fusione

Dati importanti per le future centrali a fusione nucleare, basate cioè sull’energia pulita che imita i processi che avvengono nel cuore delle stelle, arrivano dal completamento della terza e ultima campagna di test condotta sul reattore sperimentale a fusione Jet, che sta per Joint European Torus. Lo rende noto il consorzio europeo per lo sviluppo dell’energia da fusione, Eurofusion, che definisce il risultato un successo.

“Gli esperimenti hanno esplorato processi di fusione e tecniche di controllo in condizioni simili a quelle previste per le future centrali a fusione. Rappresentano pertanto un importante passo avanti nella comprensione dei plasmi di fusione”, osserva Eurofusion in una nota. La campagna sperimentale sul reattore Jet è stata condotta da oltre 300 ricercatori di tutta l’Europa, con una partecipazione significativa del Regno Unito, dove si trova la macchina, e dell’Italia, che ha contribuito al progetto fin dagli inizi con Enea, Cnr, Consorzio Rfx e alcune università.

In particolare, il nostro Paese è impegnato sia nella realizzazione di numerosi sistemi diagnostici, sia nella partecipazione alle campagne sperimentali, con attività di misura e analisi dati, e nel programma di sviluppo delle tecnologie per la fusione. Il reattore sperimentale Jet è attualmente “l’unico impianto in grado di operare con una miscela di combustibile composto da deuterio e trizio, la stessa miscela ad alte prestazioni che verrà utilizzata nelle future centrali a fusione”, osserva il consorzio Eurofusion.

La maggior parte degli attuali esperimenti a fusione utilizza infatti gas come idrogeno o deuterio, mentre “sperimentare il mix deuterio-trizio è essenziale per avvicinarsi il più possibile alle condizioni di una vera e propria centrale a fusione”. I nuovi test condotti sul reattore Jet “hanno ottimizzato le reazioni di fusione in deuterio-trizio e sviluppato tecniche per gestire la ritenzione del combustibile, l’eliminazione del calore e l’evoluzione dei materiali. Ciò ha fornito importanti informazioni per le operazioni di Iter e lo sviluppo delle future centrali a fusione”.

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