Rischio di estinzione doppio per squali e razze delle barriere coralline

Sopra squali e razze che vivono nelle barriere coralline incombe un rischio di estinzione doppio rispetto a tutte le altre specie simili che abitano ambienti diversi: questo fa di loro il gruppo di animali più minacciato al mondo, insieme ai mammiferi marini. È quanto ha scoperto uno studio guidato dalla canadese Simon Fraser University e dall’australiana James Cook University, che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. I risultati suggeriscono che, senza azioni immediate per migliorare la conservazione di queste specie, il loro declino potrebbe avere gravi conseguenze, sia per la salute delle barriere coralline, sia per le centinaia di milioni di persone che vivono nelle comunità costiere e che dipendono da questi ecosistemi.

Le barriere coralline sono uno degli ecosistemi più a rischio a causa dei cambiamenti climatici e dipendono, per il loro funzionamento, anche dalle specie che vi abitano.

Partendo dai dati contenuti nella Lista Rossa delle specie minacciate dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn), i ricercatori guidati da Samantha Sherman della Simon Fraser University e Colin Simpfendorfer della James Cook University hanno valutato il rischio di estinzione di tutte le 134 specie di squali e razze associate alla barriera corallina, mettendole anche a confronto con gli altri abitanti dello stesso habitat. In questo modo, hanno scoperto che il 59% del gruppo di squali e razze che vivono nella barriera è a rischio di estinzione, circa i due terzi.

La principale minaccia per questi animali arriva dalla pesca eccessiva, seguita dalla perdita di habitat e dal cambiamento climatico. Il rischio di estinzione è risultato maggiore per le specie di grandi dimensioni più comuni, come lo squalo toro e la manta della barriera corallina, entrambe presenti nelle acque di oltre 60 paesi. Inoltre, la minaccia è grande soprattutto in quelle nazioni dove la pressione esercitata dalla pesca è forte e le politiche regolatorie deboli, come Brasile, Tanzania e Indonesia.

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