Un'italiana a capo del più grande osservatorio di raggi cosmici

L’italiana Antonella Castellina è stata eletta coordinatrice scientifica dell’Osservatorio Pierre Auger, una collaborazione internazionale di oltre 400 scienziati di 17 Paesi che studia l’origine delle astroparticelle di altissima energia grazie a un grande rivelatore diffuso nella pampa argentina.

Lo rende noto l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che partecipa alla collaborazione scientifica Auger con una cinquantina di ricercatori provenienti dalle università e sezioni Infn di Catania, Lecce, Milano, Napoli, Roma Tor Vergata, Torino, l'Università dell'Aquila, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il Gssi Gran Sasso Science Institute e l’Osservatorio Astrofisico di Torino dell’Inaf.

Antonella Castellina è ricercatrice dell’Inaf – Osservatorio Astronomico Astrofisico di Torino e svolge la propria attività presso la Sezione Infn di Torino. Prima di dedicarsi all’astrofisica delle particelle, la sua ricerca si è concentrata sulla fisica adronica agli esperimenti R608 e UA8 al Cern, e sullo studio della vita media dei protoni con l’esperimento Nusex ai Laboratori del Monte Bianco del Cnr. Ha poi studiato i neutrini provenienti da collassi stellari presso i laboratori sotterranei del Monte Bianco con l’esperimento Lsd, e l’origine e la natura dei raggi cosmici presso l'osservatorio Eas-Top ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Nell’esperimento Auger si è occupata dello studio della composizione dei raggi cosmici e delle interazioni adroniche. Più recentemente, ha coordinato lo sviluppo dell’upgrade dell’Osservatorio denominato AugerPrime, e ha rivestito la carica di co-spokesperson dell’esperimento.

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