Domenica 03 Novembre 2013

Demolita o venduta? È un giallo
Ma la Fiascona non zampilla più

di Emanuele Roncalli

È un caso per «Chi l'ha visto» o «Linea Gialla». Ma stavolta non si tratta di bimbi scomparsi, inghiottiti dal nulla, o di adulti di cui si sono perse le tracce. Fortunatamente, non ci sono genitori in lacrime, fidanzate in apprensione, che attendono il ritorno a casa di un loro caro.

Per chi ha però a cuore non solo gli affetti familiari, ma anche i monumenti, la storia, il patrimonio culturale della città – candidata peraltro a capitale 2019 –, il caso di cui parliamo in questa pagina non può non scuotere, suscitare interesse o almeno un pizzico di curiosità.

Oggetto della nostra indagine è la Fiascona, sparita dal cuore pulsante della vita quotidiana di Bergamo. Una fontana dalle forme sinuose, panciuta come un fiasco, assai apprezzata dai bergamaschi nei secoli passati. È inutile – in questo caso – sfogliare le pagine di storia locale custodite in polverose biblioteche, non si troverebbe alcunché se non qualche labile indizio.

La storia della Fiascona è in ogni caso intrigante e tutta da raccontare. Per conoscere il suo passato – fatto di traslochi, nuove collocazioni e demolizioni – è necessario tornare al Cinquecento.

Leggila tutta su L'Eco di Bergamo del 3 novembre

r.clemente

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