Benvenuti nel pub di Harry  - foto e video A Mapello gufi, bacchette e il Binario 9¾
Foto di Yuri Colleoni

Benvenuti nel pub di Harry - foto e video
A Mapello gufi, bacchette e il Binario 9¾

Il parcheggio per le scope, il Cappello parlante, gufi e alberi magici un po’ ovunque, ma anche le bacchette e soprattutto gli stemmi che decorano le pareti: Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero. Benvenuti nel magico mondo di Harry Potter che da King’s Cross e Hogwarts ha preso casa a Mapello.

È qui che un coppia di soci brianzoli, ormai bergamaschi di adozione, hanno aperto la birreria Binario 9 3/4, in via Sarpi, sulla strada provinciale che fiancheggia tra l’altro la ferrovia: chissà, magari, i bambini se la immaginano diretta verso la scuola di magia di Harry, Ermione e l’amico Ron.

Un locale pensato con passione da Katia Ferrario e il suo socio Max Currà : «È stata mia figlia Valentina ad avere l’idea - spiega Katia -: da gran patita della saga si è inventata il nome. Fin da bambina la accompagnavo alle presentazioni in libreria dei volumi di J.J. Rowling. Abbiamo ricomprato i romanzi perché consumati dalle tante volte che li ha letti e riletti». E quando Katia e le figlie si sono ritrovate senza più la possibilità di rinnovare l’affitto del locale che gestivano nel Brianzolo, arriva questo progetto tutto bergamasco: «Un amico d’infanzia, Max Currà, trasferito da anni ad Ambivere, mi ha proposto di aprire un’attività insieme: mi sono così trasferita nella Bergamasca anche io: Valentiana, 24 anni, ora è dietro al banco, Arianna, 19, in cucina».

E il lavoro è tanto: «Siamo partiti silenziosamente, aprendo però la nostra pagina Facebook Binario 9¾ Pub - Birreria: il nome ha destato curiosità e da Internet ci chiedevano se la nostra birreria fosse a tema. Noi un’idea ce l’eravamo fatta, ma sicuramente da Facebbok siamo stati molto stimolati».

Ed ecco allora il parcheggio delle scope all’ingresso, la voce di Silente (originale) che dà il benvenuto. Una sorta di ruota che gira per identificare l’appartenenza a una delle case di Hogwarts, con tanto di cappello parlante, boccino, uovo di drago, alberi magici e ragni sui lampadari. Sui tavoli lanterne, dal soffitto gabbie e gufi, e c’è pure un quadro vivente rivisto in chiave moderna: la dama si fa anche un selfie nelle sue molteplici pose. Tra bacchette, sciarpe e stemmi, una capatina i bagno è d’obbligo: vi aspetta Mirtilla e la sua inconfondibile vocina ma c’è anche l’accesso al Ministero della Magia. Ovviamente si passa dal wc, proprio come nei romanzi di J.K. Rowling.

I bambini? Entusiasti per quel misto di magia e curiosità, con un pizzico di brivido: ad attirare l’attenzione non può che essere il muro della stazione londinese di King’s Cross da cui si passa per prendere l’Hogwarts Express: «Tutto fatto in casa: ci siamo ingegnati, con grande voglia di fare - continua la titolare -. Il muro lo ha fatto il mio socio con 400 mattoni, il carrello comprato e verniciato e le valigie arrivano da un mercatino vintage» sorride Katia, mentre dal calderone magico esce un fumo misterioso che affascina i più piccoli. Che sono tantissimi, anche in un invernale e piovoso mercoledì sera: «Tantissime famiglie soprattutto il fine settimana e nelle prime ore della serata, poi sono moltissimi i giovani, anche gli stranieri». Numerosi i patiti di Harry Potter che non si perdono il selfie indossando il Cappello parlante.

Ma sono soprattutto i bambini che osservano i particolari, mentre i più grandi mangiano. Hamburger e panini con i nomi più magici che ci siano: Silente, Mangiamorte... C’è il menù bambini, la qualità è quella bergamasca, ottima la scelta delle birre, tantissime e sempre diverse, con tanto della Burrobirra, che non può mancare proprio come nella locanda dove Harry Potter va a bere insieme ai suoi amici.

E se i titolari della birreria di Mapello stanno cercando di recuperare le famose cioccorane che gli amici di Harry mangiano, nel frattempo ci sono drink a tema con tanto di caramelle gommose. «Il sogno ora è quello di aggiungere nuovi dettegli ed effetti speciali» commentano i titolari. E poi c’è un’altra cosa: «Magari una gita a Londra - sorride Katia -. Magari al Binario 9¾: un giretto a Hogwarts da babbana non mi dispiacerebbe».

(Una curiosità: se i gufi sono una riproduzione, di vero c’è un pappagallo. Si chiama Ugo ed è la mascotte del locale).


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