Paladina-Sedrina, manifestazione di piazza sabato 6 giugno

VAL BREMBANA. La decisione dopo l’assemblea di giovedì 30 aprile. L’affondo di Vittorio Milesi: «Il tracciato non si tocca» Per il presidente Valeriano Bianchi è necessario ancora un confronto tecnico.

Piazza Brembana

Il clima nella sala «Pietro Busi» di Piazza Brembana durante l’assemblea della Comunità montana di giovedì sera (30 aprile) rifletteva la tensione dello spartiacque tra la pazienza istituzionale e la protesta di piazza, poi fissata per sabato 6 giugno. Al centro della tempesta il terzo lotto della Tangenziale Sud, il tratto Paladina-Sedrina: 6,5 chilometri di asfalto e gallerie per un valore di 520 milioni di euro che secondo molti rappresentano l’unica vera speranza di ossigeno per una valle soffocata dal traffico.

L’ennesimo stop, arrivato tramite una nota Anas del 13 aprile che solleva dubbi sulla vecchia discarica Monte Bianco di Petosino, ha fatto traboccare un vaso già colmo di frustrazione. Vittorio Milesi, vice sindaco di San Pellegrino Terme, ha dato voce a questo sdegno, convinto che la situazione attuale non sia solo un intoppo burocratico, ma un’offesa: «La Paladina-Sedrina è la priorità riconosciuta per il futuro del nostro territorio, e vederla ancora ferma per motivazioni simili è un’umiliazione. Siamo di fronte a un monumento alla superficialità e al fallimento».

«La Paladina-Sedrina è la priorità riconosciuta per il futuro del nostro territorio, e vederla ancora ferma per motivazioni simili è un’umiliazione»

Il vice sindaco ha ripercorso con amarezza le tappe recenti, ricordando come l’incontro con il vice ministro alle Infrastrutture avesse illuso i sindaci su una nuova attenzione da parte del governo. Invece, la risposta di Anas sembra andare nella direzione opposta utilizzando il pretesto della discarica – sigillata con argilla dagli anni Ottanta e nota a chiunque – per rimettere tutto in discussione. Milesi ha puntato il dito contro il rimpallo di competenze che sta paralizzando l’opera: «Mentre Anas sostiene che le indagini ambientali spettino alla Provincia, quest’ultima risponde che l’onere è dell’ente stradale nazionale», ha incalzato Milesi, ricordando come già il 31 dicembre 2023 fosse scaduta, da documenti, la convenzione. «Questa partita è stata seguita male da tutti, sia da Anas che dalla Provincia. Non possono svegliarsi dopo vent’anni con la questione della discarica quando il progetto definitivo doveva essere già chiuso».

«Le vittime non sono i politici nelle sale climatizzate, ma i cittadini e le imprese della nostra realtà»

Il cuore della sua accusa, però, riguarda il peso politico della Valle Brembana: il sospetto amaro è che ai piani alti i piccoli centri non importino nulla. «Salvini non risponde alle note, non risponde ai solleciti. Questa valle è presa in giro da decenni e la responsabilità è anche nostra se non reagiamo con la dovuta forza. Le vittime non sono i politici nelle sale climatizzate, ma i cittadini e le imprese della nostra realtà. Non possiamo pretendere che le aziende restino a produrre qui se i loro dipendenti e i loro mezzi passano metà della giornata bloccati in coda. Se le istituzioni non garantiscono il diritto fondamentale alla mobilità, non ci resta che la protesta».

Milesi ha parlato esplicitamente di una situazione «esplosiva», trovando sponda nelle parole del consigliere regionale Jonathan Lobati, il quale (riporta Milesi) ha ammesso che la misura è colma e si è detto pronto a scendere in piazza in prima fila. «Non servono più i messaggi formali. Bisogna scendere in campo. Il Comune di San Pellegrino è pronto a farlo e la Comunità montana deve farsi promotrice di una mobilitazione di massa. Non si può parlare di queste cose a margine di un’assemblea come se fossero punti vari ed eventuali; questa è la sopravvivenza della valle».

Bianchi: «Attendiamo l’esito di un confronto tecnico, ma la linea del non toccare il tracciato è ormai un dogma»

Il presidente della Comunità montana Valeriano Bianchi ha proposto di attendere l’esito di un ultimo confronto tecnico, ma la linea del «non toccare il tracciato» è ormai un dogma. «Siamo stanchi di farci prendere per i fondelli», è stato il grido finale di Milesi.

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